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Posts Tagged ‘proprietà’

Dalla vision di FSE: coinvolgere i tifosi anche nelle strutture proprietarie e di governance

Posted by thepeoplesgame su 1 marzo 2012

Football Supporters Europe, che si prepara al congresso 2012 a Instanbul, è al lavoro per una nuova fanzine, Revive the Roar!, e come numero 0 ha deciso di pubblicare, a cinque anni dalla nascita dell’associazione, la propria vision: come vogliamo che sia il calcio del futuro? quale crediamo che dovrebbe essere il ruolo dei tifosi?

FSE si batte per

  • il pieno riconoscimento dei tifosi come uno dei principali stakeholders da parte delle autorità calcistiche e delle istituzioni a tutti i livelli
  • la consultazione inclusiva dei tifosi di calcio e la considerazione degli interessi e delle esigenze dei tifosi, in condizioni di parità, sugli argomenti più importanti
  •  strutture proprietarie e di governance nel calcio, in cui i club siano di proprietà dei propri soci, idealmente i tifosi, per una crescente sostenibilità dello sport
  • un calcio senza violenza e discriminazioni.

Come valori chiave, sono indicati l’antidiscriminazione, il rifiuto della violenza, il favorire una cultura del tifo positiva che venga dalla base, la promozione della good governance. È scritto a riguardo:

Una buona governance del calcio è essenziale per il successo sostenibile di questo sport. Una buona governance nel contesto calcio secondo FSE è caratterizzata dalla garanzia  di apertura, accessibilità e responsabilità a vantaggio dei valori sociali, culturali ed economici del calcio per la società, per tutte le decisioni prese a tutti i livelli dello sport. Crediamo che il coinvolgimento dei tifosi ed il loro essere proprietari di quote dei club si sia dimostrato il miglior strumento per assicurare che i club siano gestiti in modo responsabile e finanziariamente sostenibile, ed è per questo che FSE sostiene pienamente il lavoro in Europa di Supporters Direct in questo campo.

Il documento analizza la situazione e propone soluzioni riguardo a numerosi aspetti importanti per i tifosi di calcio in tutta Europa, dalla sicurezza alle sanzioni per i supporters, dai prezzi dei biglietti agli orari di inizio delle partite, dalla possibilità di assistervi in piedi al rapporto con i giocatori. Un posto di primo piano va di diritto a “commercializzazione e proprietà dei club”:

 FSE ed i suoi membri credono nel calcio, nella maggior parte delle nazioni europee, come una parte integrale della proprietà comune, e non come un’entità di business privata. Il calcio gioca un ruolo importante a livello sociale e culturale e anche economico, per i suoi tifosi e le comunità circostanti. Contro questo background, siamo chiaramente contrari allo sconsiderato sfruttamento commerciale del calcio e ancora di più dei suoi club per ottenere profitti di breve termine, perseguire interessi di breve termine, così come alla cattiva gestione finanziaria e a inadeguati standard di governance che troppo spesso portano a club profondamente indebitati e alla perdita di importanti tradizioni e potenziali di identificazione. La maggior parte dei tifosi di calcio è inoltre contraria al fatto che venga data la priorità agli interessi degli sponsor e degli investitori commerciali a causa di crescenti restrizioni per gli stessi tifosi, che sono i contribuenti più fedeli, appassionati e di lunga data. Ciò riduce le loro possibilità di seguire la propria squadra (ad esempio relativamente alla ridotta disponibilità dei biglietti per i tifosi, agli alti prezzi dei prodotti del merchandising, alla predominanza dei settori per le aziende negli stadi, al cambiamento dei colori tradizionali del club o dei nomi degli stadi, ecc.). Ci sono prove scientifiche che mostrano esattamente come l’alienazione tra i tifosi ed i club creata in tal modo può essere nei fatti una delle principali cause alla base dei problemi e tensioni, o addirittura di gravi conflitti tra tifosi e club. Detto ciò, i tifosi di calcio sono allo stesso modo consapevoli che l’orientamento al business fino a un certo grado  è sempre stato importante per una gestione sostenibile delle società di calcio. Perciò, i tifosi possono accettare un approccio commerciale in certe aree della gestione del club, se le misure prese sono bilanciate con i bisogni e l’identità del club e dei suoi tifosi e della comunità circostante, e li proteggono. La proprietà da parte dei tifosi e la consultazione dei tifosi nelle questioni relative alla gestione del club e l’elaborazione congiunta di rispettive obbligatorie linee guida possono fornire una soluzione sostenibile vero una gestione più equilibrata delle esigente dei tifosi e degli interessi commerciali, e contribuire così alla sostenibilità e alla profittabilità di lungo termine del calcio.

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Storie di calcio e cooperazione: il supporter club dell’Amburgo

Posted by thepeoplesgame su 13 gennaio 2012

(traduzione da stories.coop, il sito che raccoglie storie da tutto il mondo per celebrare il 2012 come Anno Internazionale delle Cooperative)

In Europa, il sistema di cooperazione visto in Germania della proprietà dei club calcistici in mano ai loro tifosi è un esempio per molti tifosi di tutto il continente che seguono club rovinati dai debiti, gestiti malamente, e che rifiutano l’influenza dei tifosi verso lo sport che amano.

Ma in Germania i tifosi hanno dovuto  – a volte – per preservare questo raro sistema di proprietà dei club da parte delle loro comunità, ed i rapporti notevolmente più rispettosi visti tra i club – ed i giocatori – e i tifosi.

Nei primi anni ’90 i tifosi dell’Amburgo si resero conto che la tradizionale struttura democratiche dei club calcistici in Germania dava loro la capacità di dare forma al club per il bene dei suoi tifosi e soci. Come conseguenza, nel 1993   venne fondato l’HSV Supporters Club (HSV SC) come primo “dipartimento tifosi” ufficiale in un club tedesco.

Ma in un sistema in cui i club sono tradizionalmente di proprietà dei loro membri come nel calcio tedesco tramite la regola del 50%+1, si può ragionevolmente essere confusi circa la rilevanza dell’HSV SC. Più di quanto di potrebbe pensare. 

Come fa notare il membro del direttivo Jens Wagner, il loro ruolo è molto significativo nel proteggere questa importante istituzione sportiva; diversamente da molti club tedeschi, nessuna parte del potenziale 49% del ramo del calcio professionistico (che per legge può essere venduto dai membri di ogni club) è stato ceduto a investitori privati: “Abbiamo fermato questa operazione che stava per avvenire nel 2005, e ciò significa che la massima influenza di tutti i membri è ancora garantita.”

Da questo grande successo, il gruppo è cresciuto e ora ha circa 70.000 iscritti. Porta inoltre avanti molti compiti tradizionali per una organizzazione di tifosi, ed è stato il catalizzatore della rinascita del club nel 2007 quando era vicino alla retrocessione e, con il supporto di dirigenti e giocatori, i tifosi lanciarono la campagna “Jetzt erst recht” (Agiamo ora) che ha generato quello che Jens chiama un nuovo “spirito positivo” tra i tifosi dell’Amburgo. Il club sfuggì alla demolizione e la reputazione dell’HSV SC fu garantita.

Gruppi come l’HSV SC sono, per Jens e molti tifosi di calcio tedeschi, importanti se la supporter-ownership dei club deve essere mantenuta. Nonostante ammetta che al confronto con molte altre nazioni europee la situazione in Germania sia piuttosto buona, devono continuare a essere guardinghi. Come dice Jens “Il sistema democratico del calcio tedesco ha perso la sua innocenza con club come RB Leipzig, Hoffenheim, Wolfsburg e Leverkusen (tutti a vari livelli controllati da aziende private, anche se solo Wolfsburg e Leverkusen sono stati tradizionalmente di proprietà privata; un eccezione nel sistema tedesco della proprietà da parte dei tifosi-membri)”

“I tifosi sono inoltre profondamente preoccupati del recente cambio della regola sulla fan-ownership (che significa che qualsiasi azienda coinvolta per più di 20 anni come sponsor può in teoria fare un offerta per comprare il club). Il modo in cui possiamo prevenire un pasticcio come quelli avvenuti in Spagna, Inghilterra o Italia è assicurarci che i membri dei club usino i loro diritti democratici e garantire che la regola del 50%+1 sia robusta e chiara negli statuti dei club. Dopotutto l’assemblea generale è ancora il più alto organo decisionale in tutti i club tedeschi tradizionali e di conseguenza il futuro delle nostre squadre e del nostro sistema calcistico si trova ancora nelle nostre stesse mani.”

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Ancona, costituita la srl: i tifosi tra i fondatori con il 2% delle quote e diritti particolari

Posted by thepeoplesgame su 25 agosto 2011

E’ stata costituita quest’oggi la U.S. ancona 1905 srl, con il passaggio della nuova Ancona, nata lo scorso anno dopo il fallimento, da associazione dilettantistica a società di capitali in vista del prossimo campionato di serie D e, si spera, di un pronto ritorno nei professionisti. Ma la vera notizia è che tra i soci ci sono anche i tifosi, tramite il supporters trust Sosteniamolancona, che ha acquistito il 2% delle quote grazie ad una apposita raccolta fondi, ma soprattutto potrà contare due rappresentanti eletti nel dirrettivo e su diritti particolari garantiti dallo statuto, a tutela dell’identità del club e della trasparenza della gestione (più info qui). Un traguardo storico, per Ancona e per il calcio italiano.

Questo il comunicato diffuso da Sosteniamolancona: 

NASCE LA “US ANCONA 1905 SRL”, SOCIETA’ PARTECIPATA DAI TIFOSI

Con la costituzione, in data odierna, della US ANCONA 1905  S.r.l., società partecipata dai tifosi, si pongono le fondamenta di un progetto destinato a raggiungere importanti risultati, un tempo inaspettati.

In sede costituente, i tifosi hanno sottoscritto, tramite il supporters trust SOSTENIAMOLANCONA, una quota di capitale sociale e hanno democraticamente eletto due rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione della US ANCONA 1905 S.r.l.

E’ un primo passo dell’impegno dei tifosi e testimonianza che la rappresentanza e la partecipazione attiva dei tifosi è possibile, a tutela della loro passione, nella continuità della storia per la squadra della propria Città.

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Det Nye Brøndby apripista per la fan ownership in Danimarca

Posted by thepeoplesgame su 18 agosto 2011

Il movimento dei supporters trust è sbarcato anche in Danimarca: il merito è di Det Nye Brøndby – il nuovo Brøndby, fondato nel 2010. Con circa 300 iscritti – ma il numero è in continua crescita – è la prima iniziativa nata in Danimarca ispirata al movimento per la fan ownership. In genere, c’è scarsa consapevolezza e quindi poco interesse a riguardo tra i tifosi danesi. Det Nye Brøndby vuole indicare la strada, diventando un modello di riferimento, anche perché il club della capitale è uno dei più importanti, conosciuto anche in Europa per i suoi successi negli anni ’90, tra cui il raggiungimento della semifinale di Coppa Uefa, poi persa contro la Roma nel 1991.

Il supporters trust è nato come reazione a diversi anni di leadership carente e a una situazione di crisi sia finanziaria che sul campo: quindi, per stimolare un cambiamento, ripristinando i valori su cui si basa la tradizione del club e promuovendo il ruolo della comunità che ruota attorno al Brøndby.

Il motto sui cui si fonda il Brøndby è “Supra Societatem Nemo”, nessuno sopra il club – uno slogan che il trust vuole far rivivere dopo che un ridotto gruppo di dirigenti ha preso il controllo del club: ora i tifosi devono convivere quotidianamente con promesse mancate, giustificazioni e mezze verità. Una mancanza di chiarezza a cui il trust vuole porre fine: l’obiettivo è arrivare a mettere i dirigenti di fronte alle loro responsabilità verso tifosi, sponsor ed azionisti, ristabilendo così condizioni di democraticità nella gestione del club.
Anche al Brøndby, come in tutte le altre società di calcio, i sostenitori e la comunità in genere hanno sempre investito emotivamente e anche economicamente nella loro squadra, ma il loro punto di vista è sempre rimasto ignorato: il supporters trust vuole riunire questa collettività ed attivarne il grande potenziale, come modo per costruire, appunto, un nuovo Brøndby, sano finanziariamente e capace di tornare a vincere, anche in Europa.

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Swansea City e QPR: umori ben diversi per i tifosi delle due neopromosse in Premier League

Posted by thepeoplesgame su 14 agosto 2011

La stagione della Premier League iniziata ieri ha visto ai nastri di partenza, tra le venti, due formazioni neopromosse, i Queen Park Rangers, che tornano dopo 15 anni, e la matricola Swansea City, prima squadra gallese a partecipare alla Premier. I tifosi delle due squadre affrontano però la nuova stagione con umori ben diversi.

A Londra, come racconta David Conn nel suo nuovo pezzo per il Guardian, la gioia per l’atteso ritorno nella massima serie, ottenuto nei tempi previsti dai nuovi proprietari, è stata rovinata dall’aumento dei prezzi dei biglietti, da una campagna acquisti estiva insoddisfacente e un crescente senso di alienazione dei tifosi dal loro club.
La proprietà dei Queen Park Rangers è divisa tra Fabio Briatore (qualcosa che non succederebbe se il “Fit and Proper Test” funzionasse), supportato da Bernie Ecclestone, ed il milionario indiano Lakshmi Mittal, il che fa del QPR la società di calcio con i proprietari più ricchi nel mondo del calcio. Ma, ovviamente, non il club più ricco. Ormai, inoltre, si attende solo l’annuncio del passaggio di consegne (per circa 100 milioni di sterline) a Tony Fernandes, fondatore della compagnia aerea Air Asia e proprietario della scuderia di Formula Uno Lotus. Un’operazione che poterebbe ad Eccleston un profitto del 62%. Certo la risalita è costata loro diversi milioni di sterline (buona parte dei quale arrivata però sotto forma di prestiti), ma i tifosi hanno comunque di che lamentarsi: come ha detto a David Conn il presidente del supporters trust, formato dopo il collasso finanziario del club una decina di anni fa, “L’aumento dei prezzi è stato uno shock, e c’è la sensazione che al club non interessano i tifosi. La gente pensa che a Ecclestone non interessi del QPR, che voglia solo venderlo e sbarazzarsene. Se Fernandes comprerà il club, speriamo che sia più positivo che che si possano costruire dei ponti (tra tifosi e proprietà, ndr).”

A Swansea, nel Galles meridionale, invece, il debutto in Premier League è vissuto con tutt’altro spirito. Il supporters trust festeggia il 10° anno di attività ed offre l’adesione gratuita, automaticamente, a chi è già iscritto e a tutti gli abbonati, per un totale di 13.000 membri che lo lancia tra i più grandi del movimento. Ma soprattutto lo Swansea City è l’unico club della Premier League ad avere un dirigente nel consiglio direttivo (oltre a un dirigente associato) eletto dai tifosi, che li rappresenta nel CdA: il supporters trust è il terzo azionista, con il 19,99% delle azioni, per un investimento, negli anni, di oltre 200mila sterline. La volontà è di raccogliere fondi per continuare a mantenere la partecipazione nel capitale sociale o magari riuscire ad incrementarla. Il 20% è una quota che protegge lo Swansea City Supporters Trust anche nel caso in cui il club fosse acquistato da un solo ricco individuo: la legge prevede che soltanto se un unico azionista ottiene più del 90% del capitale tutti gli altri sono obbligati a vendere le loro quote. Per ora c’è quindi un margine del 10% ad assicurare che la voce dei tifosi sia sempre rappresentata all’interno della società.
Il supporters trust ha contribuito a salvare un club che nel 2001 era in grave crisi e due anni più tardi ha sfiorato la retrocessione nei dilettanti. Ora può seguire la squadra, la prima della propria nazione, nella Premier League, contro giganti come Manchester United e club rilanciati dai nuovi Paperoni del calcio europeo, con l’orgoglio di aver dato un enorme contributo a questa favola sportiva.

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Ancona, i tifosi a un passo dal sogno

Posted by thepeoplesgame su 3 agosto 2011

Manca ormai pochissimo all’effettivo taglio del traguardo per Sosteniamolancona: dopo la redaizone e la firma dello statuto, che garantisc speciali diritti al supportetrs trust, a tutela dell’identità e del futuro del club, ora, come racconta questo articolo, sta per diventare realtà la nuova U.S. Ancona, una società a responsabilità limitata partecipata dai tifosi tramite Sosteniamolancona, che continua la raccolta fondi il cui ricavato darà la misura del peso del trust nel capitale sociale. Non ne sono intaccati, comunque, i diritti speciali grazie ai quali i tifosi potranno evitare che il loro club debba di nuovo subire le disavventure degli ultimi anni. Qualcosa di importantissimo non solo per i tifosi dell’Ancona, ma per l’intero movimento italiano, ancora agli albori ma già capace di risultati del tutto inauditi.

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Facciamo chiarezza: di chi sono i club tedeschi (di nessuno!)

Posted by thepeoplesgame su 21 luglio 2011

In un interessantissimo articolo sulla storia e le ultime vicende della regola del 50%+1 in Germania (Parte 1 e Parte 2) Ull Hesse fa chiarezza sullo status dei club tedeschi, non sempre facile da comprendere per noi italiani, o ad esempio anche per gli inglesi, abituati ad una realtà molto diversa.
Scrive:
Vedo articoli secondo i quali i club tedeschi non hanno proprietari privati, perché sono di proprietà dei loro membri o tifosi. La prima parte di questa frase è corretta, la seconda non del tutto. I nostri club non sono di proprietà di nessuno, neanche dei loro iscritti, proprio nello stesso modo in cui nessuno è proprietario della Croce Rossa o del Labour Party o dell’All England Lawn Tennis and Cricket Club.
Un club che ha dei proprietari, chiunque essi siano, può essere venduto o trasferito, diciamo, da Brooklin a Los Angeles. Un club che non ha proprietari può dissolversi, ma non può essere venduto o trasferito.
Tradizionalmente, tutti i nostri club sportivi sono organizzazioni di questo tipo, senza proprietari. Come la Croce Rossa, sono associazioni non profit che esistono per il bene comune (il che, tra parentesi, dà loro considerevoli vantaggi fiscali). Come il Labour Party, chiunque può entrare a farne parte con una modesta quota annuale. E come l’All England Lawn Tennis and Cricket Club.
Sono stati creati perché i loro iscritti potessero godersi le attività sportive, dal calcio al nuoto al ciclismo a qualsiasi cosa catturi la loro fantasia, ed avessero accesso alle strutture necessarie.
Ogni membro maggiorenne ha il diritto di eleggere i rappresentanti del club, come il presidente, e di votare sulle questioni discusse durate l’annuale assemblea generale. Gli iscritti possono aggiungere argomenti all’agenda e, se il loro numero è abbastanza grande, anche convocare una riunione straordinaria.
Questa, ovviamente, è una differenza cruciale rispetto ai vari programmi di membership in Inghilterra, che non hanno assolutamente niente a che fare con la partecipazione ad un vero club come viene intesa in Germiana. Inoltre, spiega perché ci sono club in Germania che non stanno attivamente cercando di guadagnarsi nuovi soci: più ne hai, più è difficile controllarli.

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Germania, nuova sfida alla regola del 50%+1

Posted by thepeoplesgame su 5 luglio 2011

La discussione sull’abolizione della regola del 50%+1 nel calcio tedesco ha preso una piega inaspettata, con il presidente dell’Hannover 96 Martin Kind che ha sottoscritto una nuova e diversa mozione all’udienza di apertura del Tribunale Permanente della Federcalcio tedesca (DFB). Il suo obiettivo principale non è più l’abolizione della regola che limita gli investimenti privati, ma piuttosto l’eliminazione dei vantaggio competitivi di cui godono Bayer Leverkusen e Wolfburg, che sono nati come squadre aziendali di Bayer e Volkswagen. “Siamo sulla pista giusta con l’emendamento, anche se per il momento non verrà presa alcuna decisione. Se la mozione verrà rifiutata, comunque, siamo pronti a procedere attraverso tutte le corti” ha detto Kind, ma nonostante la sua affermazione, appare piuttosto improbabile. Anche se il tribunale non prenderà una decisione sulla nuova mozione per almeno altri due mesi, tutto sembra andare verso un emendamento della clausola “Lex Leverkusen and Wolfsburg” di cui sopra. Questa clausola stabilisce che gli investitori che possono detenere una quota di maggioranza in un club tedesco solo se la società di capitali ha già avuto una presenza attiva nel club per 20 anni prima della data spartiacque del 1° gennaio 1999, come era il caso di Bayer e Volkswagen. Uno nuovo scenario, che permetta a tutti i club della Bundesliga di lavorare con investitori che sono stati attivi per più di 20 anni potrebbe alla fine essere il risultato di questo ultimo sviluppo. “In ogni caso, questo non significa qualcuno che ha venduto salsicce allo stadio per 20 anni” ha detto l’avvocato Peter Duvinage. L’articolo originale, in tedesco, è qui.

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VeneziaUnited verso l’assemblea: trasparenza delle società, coinvolgimento dei tifosi, partecipazione del territorio

Posted by thepeoplesgame su 27 giugno 2011

“Glasnost! Una parola sola, che in russo significa trasparenza, quella che ci vuole quando si parla di una società calcistica che rappresenta una intera comunità”. Parole di Franco Vianello Moro, presidente di VeneziaUnited, rivolte ai russi che da qualche mese ha acquistato l’Unione Venezia. Per il momento, non è stato facile stabilire un contatto con la nuova proprietà: “Abbiamo chiesto più volte un incontro con la dirigenza russa, ma attendiamo ancora risposta”. L’unico dirigente con cui era stato possibile un primo contatto, Dimitri Balashov, ora non fa più parte dello staff del FBC, per cui occorre ricominciare daccapo.” Ha raccontato al Corriere Veneto. Così, finiscono messe a rischio le attività che VeneziaUnted ha realizzato con successo nella passata stagione, in collaborazione con la società: la campagna abbonamenti, il match program per le partite interne, il premio “Man of the Match” per il miglior giocatore, la mascotte Capitan Venezia”. Tutte iniziative che si vorrebbe ripetere ma per cui è necessario interagire con una dirigenza finora assente. Un altro capitolo è l’ingresso nel capitale sociale, anche con una quota minima, “essenziale per la città, in nome di una trasparenza e di una cultura diversa del fare calcio“, sostiene Vianello Moro, una possibilità che sembrava potersi concretizzare con la precedente gestione, poi abbandonata per i problemi di salute del patron, scomparso qualche mese fa, ed il cambio di proprietà. Il presidente di VeneziaUnited mette poi i puntini sulle i nei confronti di altre componenti importanti del tessuto economico e sociale: “Manca la classe imprenditoriale della città, sempre pigra quando si tratta di investire in attività sociali. E sta mancando anche – osserva – l’amministrazione comunale che dopo una prima fase di condivisione e partecipazione, con molti assessori che sono nostri soci, si è via via defilata”. Mercoledì sera è in programma la riunione di conclusione del primo anno di attività di VeneziaUnited: veranno rinnovate le cariche, si farà il punto su quanto realizzato finora e si getteranno le basi per il lavoro futuro. Tra i 1137 soci totali, ne sono annunciati in arrivo da Bassano, Trieste, Roma, e persino dalla Francia, ed i rappresentanti di Supporters Direct, Sosteniamolancona e Sogno Cavese, perché, anche se ogni trust agisce ovviamente nella propria realtà, si tratta comunque di un percorso condiviso ed è importante il sostegno reciproco.

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Ancona, alle 20 il sigillo del quarto titolo, vinto dal supporters trust

Posted by thepeoplesgame su 21 maggio 2011

Lo hanno ribattezzato il quarto titolo stagionale (la squadra ha vinto la Coppa Italia di Eccellenza a livello regionale e nazionale ed ha ottenuto il primo posto il campionato) ma sarà questo, vinto dai tifosi, a rimanere nella storia più dei successi del campo: segna un momento importantissimo per il movimento dei supporters trust in Italia ma anche per tutti i tifosi di calcio la firma dello statuto della nuova U.S. Ancona 1905, in programma stasera alle 20 nel corso della festa allo stadio Dorico. 

Sosteniamolancona, l’associazione dei tifosi biancorossi modellata sui supporters trust inglesi, entra nella struttura di governance, proprietà e gestione del club come “associazione che rappresenta la partecipazione di tutti i tifosi in seno alla costituenda società e la qualifica come partecipata dagli stessi, per mezzo di opportuna rappresentanza democraticamente eletta, per volontà e nello spirito del proprio statuto, a tutela dei tifosi e ad onore della città di Ancona”. 

Sosteniamolancona ha diritto di veto su alcuni temi legati all’identità del club e al suo legame con il territorio e la comunità: trasferimento della sede, fusione, liquidazione, scissione, conferimento o vendita dell’azienda sportiva, colori e marchio del club.

Soci e dirigenti del club dovranno soddisfare dei requisiti etici dei quali sui quali si esprimerà Sosteniamolacona: non si tratta di un diritto di veto discrezionale rispetto all’ingresso di nuovi soci, ma di una verifica a garanzia dell’etica e della responsabilità di chi vorrà entrare nel capitale sociale: l’assenza di condanne per illeciti sportivi che abbiano comportato gravi sanzioni, quali la revoca dell’affiliazione o l’esclusione dai campionati.

Le decisioni più importanti nella gestione dell’Ancona dovranno obbligatoriamente essere discusse dal Consiglio di Amministrazione, di cui faranno parte due rappresentanti di Sosteniamolancona, democraticamente eletti dall’assemblea dell’associazione. Si tratta delle strategie del club, il business plan ed il budget, la struttura organizzativa, la scelta del direttore sportivo e del segretario. Per la gestione quotidiana verrà invece nominato un comitato esecutivo scelto tra i membri del direttivo.

Il nuovo statuto è stato discusso ed approvato dall’assemblea di Sosteniamolancona e messo a punto dai legali del club, dell’associazione e di Supporters Direct, di cui Sosteniamolancona è affiliato.

Dopo la firma dello statuto, inizierà la raccolta fondi con l’obiettivo di acquistare una quota della Srl che sarà costituita al posto dell’attuale associazione dilettantistica in vista del prossimo campionato di Serie D.

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