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Archive for the ‘Dall’Europa’ Category

I tifosi nuovi proprietari del Panathinaikos!

Posted by thepeoplesgame su 30 luglio 2012

La notizia è ormai vecchia di una decina di giorni, ma è di quelle che farà storia, almeno nel movimento europeo per la fan ownership e nel calcio greco, quindi vale ancora la pena, eccome, di riportare la traduzione dell’articolo pubblicato da soccerex.com che annuncia l’acquisto da parte dei tifosi della maggioranza del capitale del Panathinaikos, uno dei principali club della Grecia.

I tifosi si assicurano la proprietà del Panathinaikos.

Il gigante greco Panathinaikos ha iniziato una nuova era all’insegna della fan ownership dopo che il gruppo ‘Panathinaikos Alliance’ ha completato l’acquisizione del club.

Il Panathinaikos ha vinto otto titoli della Superleague e 11 coppe greche dal 1979 sotto il controllo della famiglia Vardinoyiannis. Comunque, la famiglia ha ora acconsentito a trasferire la sua partecipazione del 57,75% nel club di Atene al gruppo di tifosi. “Da ora in avanti il Panathinaikos appartiene alla sua gente ha detto il leader del gruppo della coalizione di tifosi Yiannis Alafouzos, secondo la Reuters.

Alafouzos, a cui inoltre appartiene il gruppo Skai, nel settore dei media, ha aggiunto “Ringrazio tutti i tifosi e gli azionisti che lo hanno reso possibile. L’alleanza rappresenta i tifosi. Dobbiamo imparare dalle perdite dell’ultimo anno e iniziare a costruire un nuovo Panathinaikos. Ringraziamo anche i giocatori e l’allenatore che hanno acconsentito a posticipare i pagamenti dovuti loro per rendere tutto questo una realtà.”

Il gruppo di tifosi è stato formato in maggio e i tifosi sono stati in grado di diventare ufficialmente membri dal 2 luglio. Ai membri sono state distribuite azioni basate sul loro livello di investimento, ma è loro consentito solo il diritto ad un voto nelle procedure decisionali. La Reuters ha riportato che l’Alliance ha raccolto oltre 1,6 milioni di euro da 2.829 membri. Il Panathinaikos è arrivato al secondo posto dietro i campioni dell’Olympiakos nell’ultima stagione della Superleague. L’Olympiakos è stato incoronato campione greco dopo che il Panathinaikos ha fallito nel ricorso contro le sanzioni senza precedenti imposte in seguito all’abbandono del derby di Atene lo scorso marzo. Il Panathinaikos è stato colpito con le sanzioni più dure mai imposte dalla Superleague greca per la violenza della folla durante la partita.

 

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Il miglior alleato dei tifosi? L’Unione Europea!

Posted by thepeoplesgame su 27 marzo 2012

In un’epoca in cui club e istituzioni calcistiche e politiche sembrano voler fare di tutto per allontanare i tifosi, per loro un alleato prezioso si sta rivelando l’Unione Europea, anche se in Italia se ne parla davvero pochissimo, per non dire per niente. Gli ultimi sviluppi sono particolarmente incoraggianti.

Il Parlamento Europeo ha votato il cosiddetto Rapporto Fisas, che delinea la Dimensione Europea dello Sport e che comprende due affermazioni dagli effetti potenzialmente rivoluzionari: l’emendamento 45

laddove trasparenza e responsabilità democratica presso i club sportivi possano essere migliorate dal coinvolgimento dei tifosi nella proprietà e nella struttura di governance dei loro club

e l’emendamento 238:

ci si appella agli Stati Membri e agli organi di governo dello sport affinché stimolino il ruolo sociale e democratico dei tifosi che sostengono i principi del fair play, promuovendo il loro coinvolgimento nella proprietà e nella struttura di governance dei loro club a come importanti stakeholder degli organi di governo dello sport;

Entrambi gli emendamenti sono stati ratificati con la votazione del 2 febbraio, da parte di tutti i principali partiti, il che rappresenta una sonora approvazione del lavoro postato avanti da Supporters Direct Europe e dai gruppi che ne fanno parte in tutto il continente; e si appella ai governi europei a le federazioni calcistiche nazionali affinché prestino il loro supporto a questi gruppi ogni volta che sia possibile. Antonia Hagemann, Head of European Development di Supporters Direct, ha detto: “Rivolgendosi ai governi e agli organi di governo del calcio per sostenere i loro sforzi, questo rapporto sarà un importante spinta per i gruppi di tifosi in tutta Europa. Siamo impegnati a proseguire il nostro lavoro con il Parlamento Europei ed altri organi dell’UE, nel coordinare azioni che assicurino che good governance, stabilità finanziaria e community ownership nel calcio continuino a diffondersi negli stati membri dell’UE.”

La Commissione Europea ha invece premiato Supporter Direct, insieme a otto organizzazioni di tifosi di altrettante nazioni e a Cooperatives Europe, con il finanziamento di un progetto nell’ambito dell’Azione preparatoria nel settore dello sport (EAC/18/2011). Il progetto, intitolato “Migliorare la governance nel calcio tramite il coinvolgimento dei tifosi e la community ownership” rientra nell’area della good governance nello sport. Il progetto fa seguito allo sviluppo di un network europeo di organizzazioni che stanno cercando di essere coinvolti nei processi decisionali dei loro club con il sostegno di Supporters Direct. L’obiettivo è contribuire a rafforzare le capacità a livello nazionale ed europeo attraverso la creazione di partner forti nel dialogo con gli organismi direttivi del calcio e altri stakeholders per migliorare la good governance tramite il coinvolgimento democratico dei tifosi in linea con i valori dell’Unione Europea. Oltre a potenziare il network della fan onwership in Europa attraverso l’individuazione e la condivisione delle migliori pratiche e delle lezioni apprese, i partner intraprenderanno la produzione di un ‘kit’ per il loro Paese, nella loro lingua. Questi documenti forniranno in futuro una risorsa fondamentale per i supporters trust, altri gruppi e club di proprietà collettiva dei tifosi.

Entrambe le iniziative proseguono nel cammino tracciato nel 2007 dal Libro Bianco sullo Sport e nel 2011 dalla Comunicazione sullo sport; entrambi emessi dalla Commissione Europea, esprimevano il loro supporto per il percorso verso la good governance nel calcio ed il coinvolgimento dei tifosi in particolare.

(in parte tradotto e adattato dal sito di Supporters Direct)

 

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L’FCUM taglia il traguardo: 1,6 milioni di sterline di community shares!

Posted by thepeoplesgame su 24 marzo 2012

Un modo migliore di fare calcio. Fedele al suo motto, l’FC United of Manchester indica ancora la via: nei giorni scorsi i “Red Rebels” hanno festeggiato qualche giorno fa un traguardo che a molti poteva sembrare impensabile, arrivando a raccogliere 1,6 milioni di sterline tramite le innovative community shares.

Ha di che esultare Andy Walsh, general manager, fondatore e anima dell’FCUM:

È un risultato fantastico, specialmente nell’attuale clima economico. Crediamo si tratti della più grande somma di denaro mai raccolta dai tifosi di calcio in modo indipendente.

La somma raccolta tramite le community shares contribuirà a coprire oltre un terzo dei 4,6 milioni necessari per il nuovo stadio di Moston, il primo di proprietà del club, un vero e proprio cuore pulsante per la zona: ospiterà non solo lo stadio ma anche varie infrastrutture per la comunità di riferimento. La riuscita delle community shares era cruciale: per ottenere gli altri finanziamenti per realizzare il progetto era necessario che l’FCUM potesse garantire 1,6 milioni di investimento proprio, una somma di rilievo, tanto più per un piccolo club.

Ed è esattamente nello “stile FCUM” non solo esserci riusciti, ma averlo fatto da pionieri della finanza sostenibile nel calcio, restando fedeli alla propria natura di club democratico pienamente immerso nella propria comunità di riferimento e radicato sul territorio.

Ha detto Andy Walsh:

Aver raccolto capitale tramite le community shares è uno sviluppo unico per il calcio inglese ed è stato riconosciuto come una reale alternativa al modo in cui il calcio è gestito e finanziato. I nostri azionisti avranno solo un voto a testa, a prescindere dal numero di azioni che possiedono, preservando così la proprietà comunitaria del club. Le community shares danno ai tifosi un modo tangibile per raccogliere significative somme di denaro mantenendo in club come patrimonio della comunità, preferibile al prestito dalla banche e più sostenibile dell’affidarsi a ricchi individui che non sempre potrebbero avere a cuore l’interesse del club. Acquistando le community shares, i membri dell’FC United sostengono un modo migliore di fare cacio per realizzare un genuino beneficio alla comunità – un club che è di proprietà dei suoi tifosi, che lo gestiscono, e che è impegnato nei confronti della comunità più ampia e dello sviluppo sociale e della sostenibilità finanziaria.

Citando l’articolo a riguardo (ottimo come sempre) su TwoHundredPerCent:

possiamo dire con un certo grado di certezza che il denaro è stato raccolto dalle giuste persone, per le giuste ragioni e per un progetto che non potrebbe essere in mani più sicure.

L’annuncio del taglio del traguardo, circa un anno e mezzo dopo il lancio dell’iniziativa, è il giusto premio per tanto duro lavoro su diversi fronti, ma anche per una visione nuova e suggestiva, ed un’ottima notizia non solo per i soci dell’FCUM, ma anche quelli degli altri community club, per gli iscritti ai supporters trust di tutta Europa, per i tifosi che credono che un altro calcio sia possibile.

Un paio di dichiarazioni di chi ha contribuito a questa splendida storia:

Kevin Jacquiss della Cobbetts LLP, che ricevuto un premio internazionale per il suo lavoro con le community shares:

Il modello a beneficio della comunità che c’è dietro il’FC United dimostra come pensare in modo innovativo possa offrire modi alternativi e di successo di realizzare servizi pubblici. Siamo felici di aver lavorato con l’FC United a questo progetto e non vediamo l’ora di seguire i progressi del loro nuovo stadio e delle strutture per la comunità nel prossimo anno.

Tom Hall, portavoce di Supporters Direct:

L’FC United ha dimostrato ancora una volta cosa può succedere quando i tifosi di calcio si mettono insieme e cooperano per raggiungere un obiettivo. Le community shares forniscono ai club di proprietà dei tifosi un metodo dal valore incalcolabile non solo per raccogliere fondi e costruire nuove strutture sportive, ma anche per avere un impatto positivo e duraturo sulle comunità che li circondano, rimanendo al tempo stesso fedeli ai loro principi di democrazia e sostenibilità. Supporters Direct si congratula con l’FC United per questo grande successo, e augura loro il meglio nella nuova casa.

Congratulazioni all’FCUM per questo importantissimo risultato, e per aver ancora una volta dimostrato che si può, con passione, impegno, rispetto.

 

 

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C’è calcio e calcio, anche nei confronti dei cani

Posted by thepeoplesgame su 29 febbraio 2012

In vista di Euro 2012, in Ucraina va avanti da mesi una raccapricciante strage di cani e gatti, a Cava de’ Tirreni il supporters trust Sogno Cavese, propone, insieme alla sezione locale della Lega del Cane, l’adozione a distanza per aiutare i tanti ospiti del rifugio cittadino: sono le due facce opposte del mondo del calcio, il business estremo, senza scrupoli, e la partecipazione, anche alla società civile, che si manifestano anche nell’approccio verso gli animali meno fortunati, considerati rispettivamente un danno all’immagine nazionale, o una causa meritevole di supporto.

Sogno Cavese, associazione dei tifosi blufoncè che è parte integrante dell’A.S.D. Aquilotto Cavese, si sta adoperando per sostenere il canile locale, dove si trovano oltre 500 cani in cerca di famiglia e in attesa della loro “forever home”, li si può aiutare con un’adozione a distanza per soli 5 euro al mese. Ma Sogno Cavese ricorda anche la possibilità di fare volontariato presso il rifugio, di andare a trovare il cane adottato a distanza, di donare materiale utile. “Contribuirete anche voi a rendere l’uomo il miglior amico del cane.” Complimenti ai tifosi dell’Aquilotto per l’iniziativa, e un invito a tutti ad aderire, o a sostenere canili e gattili della propria città, magari portandosi a casa un amico speciale.

Quello che sta succedendo invece in Ucraina è terrificante, basta una rapida ricerca on line per trovare notizie (qui una ricostruzione aggiornata della questione su Il Fatto Quotidiano) e foto di quelle che non vorrebbero mai vedere. Una vergogna, che spero porti ad un massiccio boicottaggio dell’Europeo, come propongono numerose pagine sui social network, principale veicolo della protesta. Negli stadi italiani, si fa togliere gli striscioni contro la strage e si fa la multa a chi li introduce (qui le foto e il racconto del tifoso animalista): come per molte altre cose, non si può più prendere posizione sugli spalti.

Due esempi opposti, quelli di Euro 2012 e di Cava de’ Tirreni, città dove ci si prende cura anche dei cani di quartiere, che anche in qualcosa di molto poco calcistico come la situazione dei cani senza padrone, mostrano chiaramente a cosa può arrivare il calcio visto solo dal lato del profitto, e cosa possono fare invece i tifosi che vedono il calcio come uno strumento di partecipazione alla propria realtà sociale.

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Storie di calcio e cooperazione: Friends of the Rebel Army Society

Posted by thepeoplesgame su 15 febbraio 2012

(traduzione da stories.coop, il sito che raccoglie storie da tutto il mondo per celebrare il 2012 come Anno Internazionale delle Cooperative)

Cork ha una storia travagliata per quanto riguarda la sua squadra di calcio. Varie entità nel corso degli anni hanno assaggiato il successo e sono andate in fallimento ed un obiettivo fondamentale per il FORAS era trovare un modo per contribuire a mantenere nella zona una società di calcio sostenibile. Le proposte in ordine comprendevano strutture per gli allenamenti o la creazione di una risorsa patrimoniale che potesse essere affittata o prestata al club per una quota simbolica e l’obiettivo finale è sempre stato ottenere una partecipazione azionaria ad un certo punto in futuro.

Diversi mesi dopo aver iniziato a mettere in atto le scartoffie e le fondamenta, e proprio quando il FORAS era pronto per il lancio ufficiale, il Cork City Football Club è andato in amministrazione controllata. La crisi ha significato che centinaia di persone hanno aderito alla cooperativa in pochi giorni e lo stesso trust ha giocato un ruolo chiave nell’aiutare il CCFC a sopravvivere a quella fase. Leggi il seguito di questo post »

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Storie di calcio e cooperazione: il supporter club dell’Amburgo

Posted by thepeoplesgame su 13 gennaio 2012

(traduzione da stories.coop, il sito che raccoglie storie da tutto il mondo per celebrare il 2012 come Anno Internazionale delle Cooperative)

In Europa, il sistema di cooperazione visto in Germania della proprietà dei club calcistici in mano ai loro tifosi è un esempio per molti tifosi di tutto il continente che seguono club rovinati dai debiti, gestiti malamente, e che rifiutano l’influenza dei tifosi verso lo sport che amano.

Ma in Germania i tifosi hanno dovuto  – a volte – per preservare questo raro sistema di proprietà dei club da parte delle loro comunità, ed i rapporti notevolmente più rispettosi visti tra i club – ed i giocatori – e i tifosi.

Nei primi anni ’90 i tifosi dell’Amburgo si resero conto che la tradizionale struttura democratiche dei club calcistici in Germania dava loro la capacità di dare forma al club per il bene dei suoi tifosi e soci. Come conseguenza, nel 1993   venne fondato l’HSV Supporters Club (HSV SC) come primo “dipartimento tifosi” ufficiale in un club tedesco.

Ma in un sistema in cui i club sono tradizionalmente di proprietà dei loro membri come nel calcio tedesco tramite la regola del 50%+1, si può ragionevolmente essere confusi circa la rilevanza dell’HSV SC. Più di quanto di potrebbe pensare. 

Come fa notare il membro del direttivo Jens Wagner, il loro ruolo è molto significativo nel proteggere questa importante istituzione sportiva; diversamente da molti club tedeschi, nessuna parte del potenziale 49% del ramo del calcio professionistico (che per legge può essere venduto dai membri di ogni club) è stato ceduto a investitori privati: “Abbiamo fermato questa operazione che stava per avvenire nel 2005, e ciò significa che la massima influenza di tutti i membri è ancora garantita.”

Da questo grande successo, il gruppo è cresciuto e ora ha circa 70.000 iscritti. Porta inoltre avanti molti compiti tradizionali per una organizzazione di tifosi, ed è stato il catalizzatore della rinascita del club nel 2007 quando era vicino alla retrocessione e, con il supporto di dirigenti e giocatori, i tifosi lanciarono la campagna “Jetzt erst recht” (Agiamo ora) che ha generato quello che Jens chiama un nuovo “spirito positivo” tra i tifosi dell’Amburgo. Il club sfuggì alla demolizione e la reputazione dell’HSV SC fu garantita.

Gruppi come l’HSV SC sono, per Jens e molti tifosi di calcio tedeschi, importanti se la supporter-ownership dei club deve essere mantenuta. Nonostante ammetta che al confronto con molte altre nazioni europee la situazione in Germania sia piuttosto buona, devono continuare a essere guardinghi. Come dice Jens “Il sistema democratico del calcio tedesco ha perso la sua innocenza con club come RB Leipzig, Hoffenheim, Wolfsburg e Leverkusen (tutti a vari livelli controllati da aziende private, anche se solo Wolfsburg e Leverkusen sono stati tradizionalmente di proprietà privata; un eccezione nel sistema tedesco della proprietà da parte dei tifosi-membri)”

“I tifosi sono inoltre profondamente preoccupati del recente cambio della regola sulla fan-ownership (che significa che qualsiasi azienda coinvolta per più di 20 anni come sponsor può in teoria fare un offerta per comprare il club). Il modo in cui possiamo prevenire un pasticcio come quelli avvenuti in Spagna, Inghilterra o Italia è assicurarci che i membri dei club usino i loro diritti democratici e garantire che la regola del 50%+1 sia robusta e chiara negli statuti dei club. Dopotutto l’assemblea generale è ancora il più alto organo decisionale in tutti i club tedeschi tradizionali e di conseguenza il futuro delle nostre squadre e del nostro sistema calcistico si trova ancora nelle nostre stesse mani.”

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I club partecipati dai tifosi sono più buoni

Posted by thepeoplesgame su 11 gennaio 2012

Le squadre di calcio i cui tifosi partecipano alla proprietà del club non solo sono forti sul campo, hanno uno spirito diverso, sono vicine alla loro comunità, sono anche più buone.
In occasione delle festività appena trascorse, i supporters trust italiani Sosteniamolancona e Sogno Cavese, tramite cui i tifosi fanno parte del direttivo di US Ancona e Aquilotto Cavese, hanno realizzato assieme ai club delle belle iniziative di vicinanza a chi ne ha più bisogno.

Ad Ancona, appena prima di Natale, il settore giovanile dell’ US ANCONA 1905, in collaborazione con Sosteniamolancona, ha fatto visita alla Mensa del Povero di Padre Guido. Accompagnati dal Signor Raggetti e da Mauro Bertarelli, i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere realtà che spesso sono ai margini della cronaca, o delle esperienze di tutti i giorni. La mensa del povero di Padre Guido gestisce un attività di prima accoglienza e fornisce pasti a 38 ospiti a turno ed offre ricovero a donne in stato di necessità.

A Cava de’ Tirreni, venerdì 6 gennaio, una rappresentanza di società, staff tecnico e squadra dell’Aquilotto Cavese ha fatto visita ai bambini ospiti degli istituti di accoglienza dei conventi di Passiano e di Villa Formosa di Cava de’ Tirreni, portando in dono i dolci raccolti dai tifosi (fotogallery). Una iniziativa per prolungare l’atmosfera delle festività natalizie, creando un’occasione per cercare di donare anche un sorriso a chi si porta dietro un passato difficile, e con il sentito augurio di una vita che possa spiegare le ali e spiccare il volo verso la realizzazione dei propri sogni.

In Inghilterra, uno dei club di riferimento per tutto il movimento europeo per la fan ownership, il Football Club United of Manchester, indica ancora una volta la strada, anche nel campo della solidarietà. Il 26 dicembre, Boxing Day, è da tradizione dedicato al calcio nel Regno Unito, per il FCUM ha significato anche l’occasione per una importante iniziativa denominata Big Coat Day.
Tantissimi tifosi, ma anche semplici abitanti della zona, segno della reputazione de del ruolo del FCUM per la propria comunità di riferimento, hanno contribuito a raccogliere oltre sei tonnellate di abiti invernali, in particolare cappotti, sciarpe e maglioni, per un totale di più di tremila capi, stipando fino al soffitto il furgone parcheggiato fuori dallo stadio di Gigg Lane. Saranno consegnati ai senzatetto e ad altre persone bisognose dell’area metropolitana, dove lo scorso anno sono state circa cinquemila le morti causate dal freddo: l’iniziativa del FCUM porta aiuto dove ce n’è un grande bisogno. Per portare a termine con successo questo secondo Big Coat Day (video), che ha richiesto un imponente sforzo organizzativo, il Red Rebels hanno lavorato con numerosi partner: le due organizzazioni non profit che distribuiranno il materiale raccolto, una università locale, attori e cantanti che hanno preso parte ai video promozionali, i pompieri dell’area di Greater Manchester, le autorità locali e perfino la Royal Mail, che ha promosso la campagna in tutto il Regno Unito.

Un tifoso del FCUM e consigliere comunale ha detto: “Ancora una volta, il FCUM mostra agli altri che esiste un modo diverso di fare calcio”.
Nel loro piccolo, pionieri in Italia, anche Sosteniamolancona e Sogno Cavese.

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Irlanda, il Galway United Supporters Trust rompe con il club e si candida a sostituirlo in campionato

Posted by thepeoplesgame su 10 gennaio 2012

Un club che, schiacciato dai debiti, rinuncia ad iscriversi al campionato dopo 74 anni, un altro, appena formato dai suoi stessi tifosi, che si candida a prenderne il posto e a continuare la storia di quei colori, adottando il modello cooperativo. Succede in Irlanda, dove il Galway United ha ritirato la propria domanda di iscrizione alla Airtricity League 2012 (la stagione calcistica irlandese va da marzo a novembre) come ultimo atto di una gravissima crisi a livello finanziario.

Lo scorso anno il club, di cui il capo dello Stato Micheal Higgins è presidente onorario, è retrocesso dalla Premier Division, ultimo in classifica con solo sei punti, riuscendo a infilare una serie di ben 22 sconfitte consecutive. A metà stagione, il rinnovo ell’intera rosa, andando a pescare in una squdra dilettantistica locale. Il direttore generale era Nick Leeson, lo stesso che con le sue operazioni speculative di trading ha causato il collasso della Barings Bank, la banca di investimenti più vecchia del Regno Unito. Ora i comunicati ufficiali parlano di dodici mesi senza calcio giocato per lavorare a strategie e cambiamenti che consentano di candidarsi ad una licenza per il campionato 2013.

Ma i tifosi hanno altri piani. Durante la scorsa stagione il Galway United Supporters Trust si è incaricato della gestione quotidiana del club ma ora, giudicati insostenibili i rappporti con gli attuali dirigenti, ha deciso all’unanimità di staccarsene e di prendere in mano il proprio destino, formando una nuova società e impegnandosi a creare le condizioni perchè venga accettata la propria domanda per un posto nella Airtricity League 2012, andando quindi a sostituire il Galway United. Questioni organizzative e “politiche” tengono occupati in questi giorni i rappresentanti del trust, tra un impianto di gioco di cui ottenere la conferma, un allenatore da trattenere, ed il dialogo con le istituzioni calcistiche a livello locale e nazionale.

Il supporto dei tifosi, collettivamente e democraticamente proprietari del nuovo club, una fan base locale forte e numerosa, una media di oltre 900 persone allo stadio nello scorso disastrato torneo, è ciò su cui si punta e che potrebbe risultare cruciale nella decisione finale.
Intanto, a sostegno della candidatura del GUST, c’è la petizione online che ha già raccolto oltre 1200 firme. Bastano pochi secondi per appoggiare una causa per loro fondamentale, ma importante per chiunque vorrebbe davvero un calcio diverso.

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”We’re FC United, We’re Still Fucking Here”

Posted by thepeoplesgame su 30 dicembre 2011

Un gran bel modo di fare gli auguri!

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Un’intervista per approfondire il nuovo Supporter Liaison Officer

Posted by thepeoplesgame su 27 dicembre 2011

Traduzione di un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul sito della Football Supporters Federation inglese riguardo il Supporters Liaison Officer (qui per saperne di più e scaricare il manuale). In Italia se ne parla ancora molto poco, e tra chi è a conoscenza del progetto non manca la preoccupazione che venga gestito “all’italiana” mancando così i suoi possibili benefici.

Che cosa è un Funzionario per le Relazioni con i Tifosi (Supporter Liaison Officer – SLO)?

Il calcio si sta lentamente ma inesorabilmente adeguando ai nuovi requisiti UEFA delle licenze per club, da attuare dal 2012/13.Il focus iniziale è stato sulla necessità per il calcio di regolare i propri debiti entro il 2018, i club dovranno apparire come qualcosa che si avvicina ad un business sostenibile. Il mancato rispetto dei criteri UEFA potrebbe vedere alcuni dei più grandi club europei perdere il sostegno finanziario di cui la Champions League é la manna. Molte domande sono state poste sulle modalità con cui le squadre di elite europee si adegueranno agli obblighi di fair play finanziario e, in mezzo a queste speculazioni, un cambiamento significativo è passato. Ai sensi dell’articolo 35 della nuova regolamentazione della UEFA sulle Licenze dei Club e sul Fair Play Finanziario i club devono nominare un Funzionario per le Relazioni con i Tifosi (SLO), con l’obiettivo di garantire una migliore comunicazione tra club e tifosi, fin dall’inizio della stagione 2012/13. Il concetto di rendere il SLO obbligatorio per i club in gara nelle competizioni europee è il risultato diretto di un sacco di duro lavoro da parte dei nostri amici della Supporters Direct (SD). La SD ha convocato un gruppo di esperti composto da gli SLO dalla Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Portogallo e Spagna. Anche i rappresentanti di Football Supporters Europe, alla quale la FSF è affiliata, sono stati coinvolti. Gli SLO hanno appoggio dai più alti gradi del calcio europeo. Nella prefazione del manuale UEFA per gli SLO, il presidente della UEFA Michel Platini dice: “I sostenitori sono la linfa vitale al cuore stesso del calcio professionistico. Crediamo che [il SLO] si rivelerà un passo significativo nel garantire una migliore comunicazione tra i club e i loro sostenitori. Nel corso del tempo, il requisito SLO diventerà una parte importante e integrante del panorama calcistico.” La FSF ha incontrato Antonia Hagemann, Responsabile dello Sviluppo Europeo alla SD, che è stata determinante nel lavorare con la UEFA per l’introduzione del SLO.

FSF: Ciao Antonia, grazie per il tuo tempo. Puoi spiegare un po’ di più sul concetto di Funzionario per le Relazioni con i Tifosi (Supporter Liaison Officer – SLO)? Antonia: Un SLO è qualcuno che costruisce ponti tra club e tifosi. I Club spesso non sanno nemmeno chi siano i loro tifosi o quello che realmente pensano, grazie a una mancanza di conoscenza o di comunicazione tra i due gruppi. Crediamo che il SLO possa aiutare a stabilire un reale e costruttivo dialogo tra tifosi e club.

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