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Posts Tagged ‘Enfield Town’

Do-It-Yourself: tifosi, proprietari… e anche manovali

Posted by thepeoplesgame su 3 giugno 2011

Quando i tifosi sono proprietari della loro squadra, in modo collettivo, tramite un’organizzazione democratica, cambia la prospettiva davvero su tutto, anche sui lavori di costruzione o manutenzione dello stadio, e capita, anzi, diventa quasi normale che i sostenitori si prestino anche come manovali, offrendo ore del proprio tempo libero in cambio del pranzo al sacco durante la sosta dalle fatiche.

Il Queen Elizabeth Stadium, nuova casa dell’Enfield Town, sta per essere completato grazie agli sforzi dei volontari (vedi fotogallery): nelle scorse settimane sono state trasferite due tribune da un altro impianto, e ne è stata aggiunta una nuova, grazie al lascito di un tifoso scomparso lo scorso anno, a cui verrà intitolata la tribuna principale, dove è stato possibile, grazie alla sua donazione, anche cambiare i seggiolini. L’Enfield Town è un piccolo club della periferia nord di Londra, milita nella Ryman Isthmian League Division One North, l‘ottavo livello della piramide del calcio inglese (si è classificato quarto lo scorso anno) ed è di proprietà della Enfield Supporters’ Society Ltd, ovvero dei tifosi. È stato il primo “breakaway club”, formato nel 2001 dai supporters come via di uscita da una soluzione insostenibile – come sarebbe successo qualche anno dopo, in modo per molti aspetti più complesso, con la nascita dell’FC United of Manchester. Proprio la questione dello stadio era stata all’origine della rottura con il club, rimasto senza campo dove giocare dopo la vendita dell’impianto nonostante le proteste dei tifosi, una situazione che il proprietario della squadra non sembrava intenzionato a risolvere in tempi ragionevoli. Da allora sono passati dieci anni, e tra pochi mesi questo speciale compleanno sarà festeggiato con l’inaugurazione del nuovo stadio, prevista per settembre, anche se si spera di poter accorciare i tempi.

Anche il Wimbledon, appena due giorni dopo la promozione in League Two, ha pubblicato una nota su proprio sito web ricordando ai tifosi che dal fine settimana seguente ci sarebbe stato bisogno del loro aiuto per preparare il Fans Stadium alla prossima stagione. Il passaggio alla Football League richiede vari adeguamenti affinché lo stadio soddisfi i requisiti tecnici: telecamere di sicurezza, nuove attrezzature per i tornelli, nuovi cancelli di entrata ecc. Ma a Kingsmeadow ad ogni pausa estiva “una banda di intrepidi volontari” si rimbocca le maniche per tagliare l’erba, sistemare i cespugli, pulire a fondo la tribuna e i gradoni, ridipingere alcune aree dell’impianto. Quest’anno più che mai: “Stiamo cercando un numero record di volontari” dicono dal club “in modo da ottenere uno stadio in fantastiche condizioni, pronto per la prossima stagione nella Football League”.

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Felici come soci, felici anche come tifosi: i successi dei club fan owned in UK nella stagione 2010/11

Posted by thepeoplesgame su 26 maggio 2011

Vivere nelle proprie possibilità, con una organizzazione responsabile, trasparente e democratica non significa che non si possa anche vincere sul campo! Nella stagione 2010/11 molte delle 19 squadre del Regno Unito in mano ai loro tifosi hanno smentito l’idea per cui siano un ideale a livello di proprietà e gestione ma non diano gioie in campionato, un pregiudizio duro a morire tra gli scettici, o tra chi preferisce il magnate di turno – che poi non è di per sé garanzia di nuovi trofei, basti pensare a quanto ha speso Moratti prima di arrivare allo scudetto.

La maggior parte dei club fan owned in UK è nata in seguito a gravi crisi economico-finanziarie delle società di cui hanno preso il posto, per cui per i loro tifosi la vera vittoria è esserci, a prescindere dalla categoria, e la reciproca appartenenza con il proprio club. Ma i successi sul campo, anche se appunto non così fondamentali, sono sempre graditi. Il recente finale di stagione ha dimostrato che non solo i club ma anche le squadre possono dare soddisfazioni ai loro tifosi-proprietari, a cominciare ovviamente dal Wimbledon che è tornato nei professionisti scrivendo una pagina indimenticabile per il movimento dei Supporters Trust. Ma oltre ai gialloblù altre formazioni sono salite alla ribalta.

L’AFC Telford United è tornato nella Blue Square Bet Premier, la categoria in cui militava prima del fallimento del 2004. La partita decisiva, l’ultima di campionato, vinta per 3-2, ha visto sugli spalti oltre 5mila tifosi. Anche il Merthyr Town, che festeggia anche il ritorno nel proprio stadio dopo le difficoltà economiche che aveva costretto ad emigrare.  ha centrato la promozione, così come il Chester, che punta a tornare nella Blue Square Bet Premier, ora solo due gradini più su. Il Gretna, una nobile decaduta del calcio scozzese, in mano al Supporters Trust dall’estate 2008, si è aggiudicato il proprio campionato, nelle categorie minori, con 19 vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta. Promozione anche per il Clydebank: la nuova squadra fondata dai tifosi è ripartita dal fondo del calcio scozzese, dopo un caso di trasferimento del precedente club meno noto di quello del Wimbledon.

Altre formazioni hanno vissuto stagioni importanti, arrivando ad un passo dal traguardo. L’Exeter City ha chiuso il campionato di League One con un solo punto di distanza dalla zona play off, in quella che è stata la stagione di maggior successo nella loro storia, il Chesham United ha sfiorato i play off nel primo anno con i tifosi come azionisti di maggioranza, e anche l’Enfield Town, il primo club fondato da tifosi “ribelli” ha mancato di una posizione la qualificazione per gli spareggi, nell’anno in cui ha festeggiato il 10° anniversario e la consegna del nuovo stadio. Rammarico anche per l’ FC United, che ha perso la finale play off e rimanda l’atteso salto di categoria. Il Cambridge City, infine, è arrivato quarto e poi è uscito dai play off, ma si è garantito di poter restare nel proprio stadio, a rischio per una causa in corso, per almeno altre due stagioni.

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