the People's Game

  • I support SD

    I support SD
  • Supporters Direct

    Supporters Direct
  • Football Supporters Europe

    Football Supporters Europe
  • Venezia United

    Venezia United
  • Sogno Cavese

    Sogno Cavese
  • sosteniamolancona

  • MyRoma

    MyRoma
  • paperblog

Stadi di proprietà collettiva: un altro esempio a Berlino

Posted by thepeoplesgame su 2 dicembre 2011

Un nuovo caso di società sportiva che propone ai suoi tifosi l’acquisto di azioni per finanziare non la costruzione ma il riammodernamento dello stadio: è quello dell’Union Berlin, che si è rivolta ai propri sostenitori-soci per reperire parte delle risorse necessarie per i lavori che renderanno lo Stadion an der Alten Försterei più fruibile e redditizio.

L’Union Berlin gioca nella 2.Bundesliga, la Serie B tedesca, dove è riuscito a risalire dopo essere finito nelle categorie regionali. Era uno dei principali club di Berlino Est, legato all’unione dei sindacati, mentre i rivali della Dinamo erano vicini alla Stasi. Storicamente l’Union, fortemente radicata nelle classi lavoratrici, ha rappresentato l’opposizione non ufficiale al sistema socialista e alla repressione. Tutti aspetti che hanno rafforzato il senso di appartenenza e la sensazione di unicità che caratterizzano la tifoseria.

I tifosi dell’Union hanno un forte legame di appartenenza con il loro stadio. Negli anni ’90 furono loro a ricostruirlo, con migliaia di ore di lavoro volontario. Era un periodo in cui il club andava bene sul campo ma malissimo nei conti, e furono necessarie raccolte fondi da parte dei sostenitori.
L’iniziativa ha una base democratica: si potrà acquistare al massimo dieci azioni: il numero minimo degli azionisti sarà quindi mille, e per ciascuno l’investimento potrà andare da 500 a 5.000 euro, cifre alla portata di tutti. Potranno comprare azioni solo i soci del club (associazione sportiva come tutti i club tedeschi) e gli attuali sponsor: si evitano così le speculazioni mettendo lo stadio in mano a chi lo ha a cuore.

Sulla cessione dei naming rights dello stadio si deciderà con la maggioranza dei due terzi. L’argomento è particolarmente importante per i tifosi. In Germania, dove i club hanno la maggiore percentuale di ricavi commerciali e da sponsor in Europa, dare agli stadi i nomi di grandi sponsor è qualcosa che i tifosi sopportano come un male necessario, ma talvolta rifiutano. La Germania è considerata – e per molti aspetti è – una roccaforte del calcio a misura di tifosi, ma non è certo immune dagli effetti della commercializzazione.

In totale dai tifosi si spera di raccogliere 5 milioni di euro. Altri 15 sono già stati trovati e la riuscita dell’operazione tra i supporters non influisce sul piano di miglioramenti dello stadio, che verrà comunque realizzato, ma potrebbe ridurre il relativo indebitamento, oltre ad avere significati più profondi.
Il progetto prevede una nuova tribuna (che permetta nuove opportunità di business), nuovi spazi dedicati dai tifosi (sede del fan club, bar e negozio di merchandising) ed accessi all’impianto più comodi e funzionali.

Mentre molti tifosi sono entusiasti dell’offerta da parte del club, e si sono messi in fila dalle prime ore del mattino per acquistarle, qualcuno si domanda se sia necessario pagare per qualcosa che si sente già proprio e che in parte già si possiede in quanto soci, e se la dirigenza non stia chiedendo un po’ troppo.
Ne vale la pena. Investire nello stadio significa investire nel futuro della propria squadra, e poter dire la propria quando si tratta di tutelarne la tradizione e l’identità, ma anche, almeno in parte, lo stato di salute economico-finanziaria. vale ancora di più la pena se ci sono delle misure di tutela per i tifosi ed una proprietà che sia veramente collettiva. Si tratta di una operazione, in pratica, win-win: ne guadagna il club e ne guadagnano i suoi sostenitori.

L’offerta delle azioni ai tifosi è stata pubblicizzata con cartelloni per tutta la città, che ritraggono tra diavoli del mondo del calcio (Blatter, Berlusconi e Red Bull), e con uno spot per il cinema in cui il presidente Zingler liquida le proposte dei consulenti di marketing con l’idea di vendere lo stadio ai tifosi. Una scenetta che riprende l’annuncio “L’FC Union vende la sua anima. Ai tifosi”. Zingler ha presentato il progetto ai 2mila tifosi intervenuti all’assemblea straordinaria ed il presidente onorario Mielis – da oltre 70 anni legato al club, anche come giocatore – ha dato una benedizione particolarmente significativa per i tifosi: il suo sostegno rappresenta una sorta di garanzia di continuità dello spirito del club anche in futuro.

5 Risposte to “Stadi di proprietà collettiva: un altro esempio a Berlino”

  1. […] @thepeoplesgame Pubblica su:FacebookEmailTwitterLike this:LikeBe the first to like this post. […]

  2. […] rappresenta una sorta di garanzia di continuità dello spirito del club anche in futuro. [Fonte: The people's game] […]

  3. […] E’ un pò di tempo che a Padova si parla di riammodernare lo stadio Euganeo, ma anche di azionariato popolare… da Berlino arriva quest’idea di chi ha saputo unire le due cose. Fonte: The People’s Game […]

  4. […] The people's game] CondividiCondivisioneDiggShare on TumblrEmailStampaLike this:LikeBe the first to like this […]

  5. thepeoplesgame said

    Se ne è occupato anche il Guardian: http://www.guardian.co.uk/world/2012/jan/02/berlin-football-club-sells-soul

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: