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Chi sono i tifosi: un’analisi sociologica

Posted by thepeoplesgame su 7 novembre 2011

Si parla tanto di tifosi di calcio, ma pochi, dalle stesse istituzioni sportive ai media, per non parlare della politica, sono interessati a capire chi sono davvero. In articolo del 2002, il sociologo inglese Richard Giulianotti ha tracciato un interessante schema che classifica i tifosi in quattro categoria a seconda di come si collocano nel quadrante formato dalle due assi hot/cool e traditional/consumer. La prima asse riguarda il tipo di identificazione con il club: hot (caldo) sta per una intensa solidarietà, cool (freddo) per una appartenenza in qualche modo calcolata. La seconda asse riguarda le diverse forme di coinvolgimento rispetto al club per cui si tifa: traditional (tradizionale) sta per una partecipazione forte, legata alla cultura popolare, consumer (consumatore) sta per una partecipazione più debole, basata sugli aspetti commerciali.

Vengono così individuati quattro gruppi di tifosi:
– i supporters si collocano nel quadrante hot/traditional
– i followers si collocano nel quadrante cool/traditional
– i fans si collocano nel quadrante hot/consumer
– i flaneurs si collocano nel quadrante/cool consumer.

I supporters (hot/traditional) hanno con il loro club un rapporto emotivo di lungo periodo e molto forte, simile a quello che li lega a parenti ed amici. E’ il tipo di sostenitori per cui il tifo più si avvicina alla religione. Anche con lo stadio c’è una relazione di particolare affetto. I supporters formano un subcultura nel senso più classico, e possono presentare delle differenziazioni al loro interno, ad esempio tra lo zoccolo duro del tifo e chi si è unito più recentemente. Hanno un forte attaccamento al club ed a ciò che rappresenta per la comunità, di solito partecipano attivamente e per lungo tempo alle iniziative legate ai colori sociali.

I followers (cool/traditional) sono tifosi di tipo tradizionale ma più freddi, più distanti. Il loro rapporto con il club può essere più o meno forte ed è influenzato da aspetti sportivi (rivalità con un’altra squadra o con un gruppo di tifosi) o sociali (di natura etnica, o religiosa). In genere, però, non sono legati al club dagli aspetti commerciali. Possono anche tifare per più squadre, ma in qualche modo legate tra loro (ad esempio dal trasferimento di un giocatore particolarmente apprezzato), e mai per due club rivali. Si trovano sul segmento cool anziché sul segmento hot, ma sono comunque tifosi di tipo tradizionale, legati al ruolo sociale del club. Il loro contributo è però meno impegnativo, senza coinvolgimento attivo.

I fans (hot/consumer) sono tifosi che hanno con il loro club un rapporto forte ma mediato dal mercato, quindi dall’acquisto di prodotti di merchandising e di azioni, dalla partecipazione alle raccolte di fondi. I mezzi di comunicazione, dalle riviste alla televisione, facilitano la relazione, che resta però più o meno “pragmatica”: l’assenza di risultati sportivi può portare alle proteste, dove il legame è più forte, o ad un allontanamento, dove il legame è più debole. Anche il rapporto con i giocatori è più simile a quello tra le celebrità ed i propri ammiratori che non a quello tra gli eroi sportivi ed i tifosi. I fans però sono particolarmente consapevoli delle esigenze economiche e finanziarie della società sportiva ed hanno bisogno, a causa del loro essere sia hot che consumer, di segni di riconoscimento, di modi materiali di dimostrare il loro attaccamento al club. In particolare, i fans hanno in genere una buona cultura ed un reddito medio alto. Difficilmente frequentano lo stadio.

I flaneurs (cool/consumer) più che tifosi sono spettatori, e la loro relazione con il club, oltre che mediata dal mercato e dai mezzi di comunicazione, è virtuale, spersonalizzata, basata sulle sensazioni del momento. È scarsa la solidarietà con gli altri tifosi. Inoltre, i flaneurs sono soprattutto consumatori, privi della smisurata fedeltà del tifoso tradizionale: anzi, possono facilmente cambiare club o addirittura sport. Data queste caratteristiche, sono collegati alle grandi squadre di livello internazionale e non sono invece interessati a i club medio-piccoli della zona in cui vivono. Sono i cosiddetti “tifosi modaioli”, quelli che si avvicinano alla squadra del momento e sono pronti a lasciar perdere quando non è più trendy.

 L’articolo di Richard Giulianotti, dal titolo “Supporters, Followers, Fans, and Flaneurs – A Taxonomy of Spectator Identities in Football” è stato pubblicato dal “Journal of Sport & Social Issues”.

Una Risposta to “Chi sono i tifosi: un’analisi sociologica”

  1. […] il seguente articolo tratto dal blog the People’s Game dove il tifoso di calcio e le sue categorie vengono analizzate da un punto di vista sociologico. […]

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