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Sandlanders Football: il network dei community club africani

Posted by thepeoplesgame su 25 ottobre 2011

Aiutare l’Africa a crescere, in modo responsabile e sostenibile, tramite le cooperative (come quella dei produttori del davvero divino Divine Chocolate) e valorizzando il calcio come motore dello sviluppo, generatore di risorse e motivo aggregazione dei membri della comunità: è quello che si propone Sandlanders Football, un network di club africani, che sono veri e propri community club, cooperative con un occhio di riguardo per lo sviluppo delle infrastrutture e per i programmi a beneficio delle comunità di riferimento.

Si sviluppa quindi su tutto il continente il modello del Keta Sandlanders (Ghana), il primo community club africano, da cui il progetto prende origine e nome, a cui si sono aggiunti VOA (Liberia) e Mutundwe (Uganda). Il Keta Sandlanders è una cooperativa dal 2008 e partecipata alla terza serie, suddivisa in mini gironi regionali in cui la squadra ha ottenuto buoni risultati. Il Mutundwe, dal 1987 squadra di Kampala, ha formato alcuni tra i giocatori più importanti a livello nazionale grazie alla scuola calcio e al settore giovanile di prestigio nonostante la prima squadra partecipi ad un torneo regionale. Ci sono anche molte tifose ed una formazione giovanile. Il VOA, squadra di Monrovia dal 2007, gioca nella quarta serie nazionale e si propone come strumento di unità e riconciliazione a livello locale in una fase in cui il calcio è un importante veicolo dell’unità nazionale e dell’immagine della Libera all’estero.
Il prossimo ingresso sarà quello dei kenyoti del Ligi Ndogo, un’accademia giovanile la cui prima squadra gioca nella seconda serie nazionale con l’ambizione di arrivare presto in quella maggiore. La caotica situazione a livello di istituzioni calcistiche, con due diversi concorrenti per il controllo a livello nazionale, ha di fatto bloccato le promozioni e quindi le speranze dei vari club. Intanto però il Ligi Ndogo è all’opera affinché la prima squadra diventi una cooperativa e sta valutando i possibili progetti per la comunità.

Ci sono squadre sia professionistiche che dilettanti: nel medio lungo periodo l’obiettivo è vederle salire  di categoria e partecipare alle competizioni continentali. Intanto, nel 2012 tutti i club aderenti si sfideranno in un torneo per celebrare quello che per l’ONU è l’anno delle cooperative.
Uno degli obiettivi del network è di far crescere il numero dei tifosi e rafforzare il loro legame con le rispettive squadre, combattendo così il calo di interesse e di sostenitori  (e quindi anche di incassi al botteghino) dovuto alla crescente popolarità dei campionati europei trasmessi in tv. Campionati a cui partecipano le stelle africane, come Drogba, Eto’o o Boateng – ma la realtà dei tornei nazionali nel continente è fatta di club con poche risorse e ancora meno infrastrutture a disposizione.

Sandlanders Football, fondato nel 2010 e membro di Supporters Direct, si occupa della ricerca dei fondi necessari ed è costituito come una mutual society, una sorta di società cooperativa a responsabilità limitata, i cui soci sono i club aderenti. La sede è in Inghilterra ed il direttivo vanta un mix di competenze dal marketing al diritto alla gestione dello sport in modo da poter supportare al meglio i club membri.
L’iniziativa si finanzia attraverso donazioni private (il budget più alto è di 20mila dollari, e per cui anche piccoli contributi danno un aiuto tangibile), fondi provenienti da bandi per in non profit, sponsorizzazioni, merchandising.

Al centro del progetto c’è la cooperativa come struttura proprietaria in grado di generare un business sano e di contribuire alla crescita della comunità di riferimento.
La forma legale della cooperativa è stata scelta  perché mette la gente al cuore dell’attività imprenditoriale, sula base di un set di valori più ampio di quelli associati alla sola ricerca del profitto.
La mission di Sandlanders Football basata sulla convinzione che “le società di calcio ben gestite e finanziariamente solide, con un forte sostegno locale, possano essere motori efficaci per lo sviluppo della comunità”: sviluppare sviluppare club calcistici forti, con un ruolo apprezzabile nella vita economica e sociale delle comunità di cui fanno parte, promuovere la cooperativa gestita dalla comunità come un modello positivo e sostenibile per gli altri club, aiutare i club aderenti a d ottenere sicurezza finanziaria e a migliorare le loro strutture sportive, incoraggiarli a gestire progetti a supporto del benessere di giocatori, staff e membri della comunità e metterli in grado di coinvolgere  gli appassionati di tutto il mondo.

Il network è aperto a tutti i club che operano a beneficio della comunità e che soddisfino alcuni criteri di tipo sportivo, finanziario e di governance, tra cui essere in grado di coprire le proprie spese per l’attività calcistica, avere un forte legame con il territorio e la comunità di riferimento ed accettare che la gestione sarà democratica, sulla base del principio una testa un voto, che i profitti saranno reinvestiti nel club e nella comunità.
Inoltre, ogni club deve progettare e realizzare iniziative per lo sviluppo della comunità, in particolare riguardo lo sport, l’istruzione, la salute e l’imprenditoria locale: uno degli obiettivi principali è dimostrare che il calcio può avere un ruolo importante per la comunità.
Ad esempio, il Keta sta lavorando al recupero del London Park, uno stadio abbandonato situato sulla costa, vicino alla fortezza Prinzenstein. Costruito nel 1960, ha trascorso lungo tempo nell’incuria, ma è stato recentemente resto di nuovo utilizzabile da un’organizzazione locale per la difesa del mare. Il progetto dei Sandlanders, basato sull’utilizzo di risorse locali, non prevede solo un nuovo campo di calcio ed il relativo impianto per gli allenamenti, ma anche un centro per la comunità, attrezzato anche come centro sanitario, e strutture per il beach volley ed il turismo. Il costo totale viene stimato in 120mila dollari.

Chiunque voglia sostenere Sandlanders Football può aderire, da qualsiasi parte del mondo, scegliendo tra tre possibili pacchetti, a partire da 10 dollari l’anno, con cui si diventa soci di uno a scelta dei club aderenti al network. Si possono incontrare altri appassionati e seguire le vicende delle squadre tramite facebook, twitter e youtube, e chi capitasse in zona è il benvenuto per una visita dal vivo invece che virtuale.

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