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Il movimento dei supporters’ trust inglesi: come tutto ebbe inizio

Posted by thepeoplesgame su 6 agosto 2011

Ci sono circa 20 anni di differenza nel movimento per la fan ownership tra Italia ed Inghilterra. Un gap che i progressi Oltremanica, le nuove tecnologie e l’atteggiamento positivo delle istituzioni europee renderanno probabilmente colmabile in un tempo più breve.
È stato il Northampton Town il primo club che ha visto salire nel Consiglio di Amministrazione un rappresentante dei tifosi da loro democraticamente eletto, Brian Lomax, poi tra i massimi dirigenti di Supporters Direct fino allo scorso anno. Anche se il concetto ed il ruolo dei Supporters Trust si sono evoluti nel tempo, il Northampton ha rappresentato l’esempio seguito e sviluppato dagli altri gruppi di tifosi ed indicato dalle stesse istituzioni come modello di riferimento.
Nel 1992, il Northampton Town FC attraversava un periodo di grave crisi finanziaria. Oltre 600 tifosi si riunirono in assemblea e dettero vita al primo Supporters Trust, con due obiettivi. Il primo era raccogliere denaro per salvare il club, ma chiedendo spiegazioni su come veniva impiegato e facendo in modo che non ne beneficiassero gli stessi amministratori che avevano causato la crisi. Il secondo obiettivo era cercare di ottenere un effettivo coinvolgimento dei tifosi nella gestione della società, in modo da assicurarsi che una simile situazione non si ripetesse.
Il “modello Northampton”, la versione base dei Supporters Trust, era ispirata al vecchio slogan “No taxation without representation”: non si voleva più finanziare il club senza avere la possibilità di esprimere il proprio parere.
Il  Trust dei tifosi del Northampton, la cui attività coinvolse migliaia di persone, ottenne una certa credibilità e riuscì a persuadere i creditori a ricorrere legalmente contro il club,  che fu messo in amministrazione controllata, con due rappresentanti dei tifosi nel direttivo.
Dal 1994, quando si tornò al regime normale, i posti furono ridotti ad uno soltanto, ma garantito fino al 2019 come condizione posta dal Comune per la costruzione ed il prestito del nuovo stadio. Un rappresentante del Comune inoltre fa parte del Consiglio di Amministrazione anche se non è esecutivo.
Il Trust ha realizzato negli anni importanti campagne contro il razzismo e per il miglioramento dell’accesso dei disabili allo stadio, che sono diventate un modello di riferimento per gli altri club. Inoltre, il Trust organizza incontri mensili con i tifosi, anche non membri, a cui intervengono rappresentanti della società , dello staff tecnico e delle istituzioni.
Attualmente il Northampton Town Trust detiene circa il 5% delle azioni del club, ma nel corso degli anni ha raggiunto anche il 10%.

Una Risposta to “Il movimento dei supporters’ trust inglesi: come tutto ebbe inizio”

  1. […] da thepeoplesgame su 6 agosto […]

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