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Big Brother, di Stefano Faccendini

Posted by thepeoplesgame su 29 giugno 2011

Quando nel 1949 George Orwell pubblicò il romanzo “1984”, probabilmente non immaginava quanto la realtà potesse avvicinarsi alla sua fantasia, quanto un libro all’epoca considerato di fantascienza potesse diventare di attualità, sebbene con qualche decennio di ritardo. Come di sicuro non avrebbe mai sognato, neanche nel peggiore degli incubi, che il Grande Fratello, faccia e occhio di quella dittatura immaginaria londinese, fosse conosciuto dalle nuove generazioni solo come titolo di una delle trasmissioni televisive più vergognose di tutti i tempi.

Nel libro Orwell descrive il modo in cui si era arrivati al trionfo di quella dittatura e i principi, i metodi, attraverso i quali il suo potere veniva preservato. Molto, come è ovvio, si basava sul controllo, filtro e modifica delle informazioni, delle notizie, in modo che uscissero, nella forma e nella sostanza, come volute da quel terribile regime. Bisognava esercitare un “controllo della realtà” continuo. Uno degli slogan del Grande Fratello era “ chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. Il personaggio del libro, Winston Smith, osservava come la gente dovesse “sapere e non sapere, essere conscia della più completa sincerità ma abile a dire delle bugie attentamente preparate, poter avere allo stesso tempo due opinioni relative ad un cosa che si annullano a vicenda, sapere che sono contraddittorie ma credere ad entrambe”. Il suo lavoro, presso il Ministero della Verità, era quello di altrerare tutte le fonti, le notizie, i dati per lasciare traccia solo di quanto deciso dal potere centrale. Si fabbricava la storia, si distruggevano le fonti, il passato, per non dare punti di riferimento, per annullare le coscienze. E durante giorno e notte gli slogan e la propaganda inculcavano ininterrottamente, attraverso schermi e altoparlanti installati ovunque, la verità fabbricata.

Mi sono dilungato in questa citazione letteraria perchè me la hanno richiamata alla mente le recenti parole del Ministro Maroni e della sua eco mediatica, sempre presente in un paese servile e omertoso come l’Italia. Secondo l’onorevole padano, la TdT è stata un successo e non perde occasione per ripeterlo. Non è vero che c’è stato un calo degli spettatori, mentre dall’altro lato abbiamo stadi più sicuri e accoglienti.

Questo vuol dire negare, re-interpretare, camuffare, filtrare, mangiare-digerire-espellere in diversa forma dati, fatti e notizie. No, non mi vado a leggere le statistiche perchè so troppo bene che possono dire cose assai diverse se si cambia la base di partenza, il modello di riferimento e il valore di stima. I numeri sono oggettivi ma possono essere interpretati: quindi se io dico che un giocatore ha fatto 100 tiri ed un altro 20 ma ometto di dire che il secondo ha giocato un decimo delle partite disputate dal primo, non sono onesto nella valutazione dei due.

Se io dico che gli incidenti negli stadi sono diminuiti ma non dico che in 10 anni la Roma, ad esempio, è passata da 64mila spettatori di media, anno dell’ultimo scudetto, a poco più di 33mila, 2010-11, commetto lo stesso errore in malafede.

Se affermo che la tessera funziona nonostante la media della A sia diminuita da 25.570 a 24.901 (!!!) nelle ultime due stagioni, per non parlare delle serie inferiori che non interessano nessuno se non i tifosi coinvolti ma che sono in caduta libera, non faccio altro che alterare le informazioni, lavorare per il Ministero della Verità.

Il particolare ancora più triste è che purtroppo non servono neanche numeri o dati ma solo i nostri occhi: se una persona è abituata da anni ad andare allo stadio, lo spettacolo che oggi si vede di fronte negli impianti italiani è desolante, come numero di spettatori presenti e come spettacolo che sono costretti ad offrire, spogliati di ogni entusiasmo cromatico, umoristico e vocale.

Mentre quindi si discute su come scoraggiare altri tifosi dall’andare in trasferta nel prossimo campionato, l’ennesimo calcio scommesse sta passano in secondo piano. Zitti, zitti se ne sta parlando sempre di meno, nelle pagine sempre più nascoste dei giornali. Come avvenuto molte altre volte del resto: in Italia di zozzerie ne sono successe quasi ogni anno, che poi la gente si ricordi solo il 1980 e il 2006 è solo per l’importanza dei nomi coinvolti, delle amnistie e delle vittorie mondiali.

Anche qui, gli operai del Ministero della Verità si sono messi all’opera per l’ennesima volta: tra un po’ non rimarrà traccia delle puntate, dei drink con i tranquillanti dentro, delle telefonate. Tutto sarà spazzato sotto a questo enorme tappeto che copre il nostro calcio. È bastato un richiamo dell’Amministratore Delegato di Sky Italia Tom Mockridge per creare il panico nei salotti pallonari di tutta la penisola.

Mockridge, giustamente, ha fatto capire che il suo datore di lavoro non era contento, e poteva esserlo sempre meno, di pagare più che profumatamente un prodotto che sembrava, intercettazione dopo intercettazione, sempre più avariato. Visto che la Serie A, tra i maggiori campionati europei, è quello che più dipende dalle entrate dei diritti TV, su cui a giorni le società si scanneranno per il problema dei bacini di utenza, il monito deve essere stato ascoltato. Ma all’italiana.

Consci infatti che la giustizia, sportiva e non,  a queste latitudini ha dei tempi piuttosto lunghi e che i soldi di Sky servono subito, faranno finta che questo scandalo scommesse, anche se esistito, sia di piccola entità. Si rovinerà, sacrificherà, qualche nome minore, qualche giocatore sconosciuto, ridando credibilità al campionato, facendo felice la TV e ricominciando ad agosto come se niente fosse successo.

Le partite sono state tutte regolari, il calcio italiano è pulito, abbiamo il campionato più bello del mondo, gli stadi sono pieni di famiglie felici e sicuri. Il Grande Fratello è all’opera.

Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato.

Stefano Faccendini

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