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Archive for giugno 2011

Dall’assemblea di fine anno di VenziaUnited

Posted by thepeoplesgame su 30 giugno 2011

Il resoconto della prima assemblea di fine anno di VenziaUnited, tenutasi ieri sera.

Il futuro è united. Possiamo dirlo. Quello che  365 giorni fa era solo un sogno, dopo un anno di intenso lavoro, si è tramutato in una realtà associativa viva e organizzata. Certo, molto resta ancora da fare, e gli obiettivi generali, l’ingresso nel Board del Club e l’acquisto di una parte del capitale sociale, sono ancora lì da venire. Alcune porte non si sono ancora aperte ma continuiamo a bussare certi che l’affermazione di un modello innovativo di partecipazione non può prescindere dall’instaurazione di un dialogo, in un percorso condiviso, fra la nostra Associazione e il FBC Unione Venezia: non siamo visionari, non vogliamo proporre modelli utopici e irrealizzabili; vogliamo provare a costruire un ambiente sportivo che sappia coniugare le giuste ambizioni di una proprietà che si è dichiarata pronta ad investire nel territorio con le speranze e il desiderio di partecipazione attiva di una comunità più vasta che noi vorremmo non fosse fatta solo di tifosi militanti.

Stasera l’Associazione VeneziaUnited era chiamata a decidere cosa fare da grande: l’obiettivo non poteva che essere quello di darsi una struttura ancora più efficiente e professionale, di ampliare la membership e di continuare ad essere punto di riferimento imprescindibile per tifosi e Club. Il modello al quale ispirarsi è quello evoluto e ormai praticato diffusamente in Europa da molti club anglosassoni anche di prima fascia, da moltissimi club tedeschi anche qui quelli fra i più titolati, da molte altre realtà che si stanno attrezzando in questa direzione, proprio per superare quella stantia e ormai datata visione che vede da una parte la società calcistica, dall’altra una platea più o meno vasta di spettatori-clienti, che solo quando fa comodo vengono chiamati tifosi.

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Big Brother, di Stefano Faccendini

Posted by thepeoplesgame su 29 giugno 2011

Quando nel 1949 George Orwell pubblicò il romanzo “1984”, probabilmente non immaginava quanto la realtà potesse avvicinarsi alla sua fantasia, quanto un libro all’epoca considerato di fantascienza potesse diventare di attualità, sebbene con qualche decennio di ritardo. Come di sicuro non avrebbe mai sognato, neanche nel peggiore degli incubi, che il Grande Fratello, faccia e occhio di quella dittatura immaginaria londinese, fosse conosciuto dalle nuove generazioni solo come titolo di una delle trasmissioni televisive più vergognose di tutti i tempi.

Nel libro Orwell descrive il modo in cui si era arrivati al trionfo di quella dittatura e i principi, i metodi, attraverso i quali il suo potere veniva preservato. Molto, come è ovvio, si basava sul controllo, filtro e modifica delle informazioni, delle notizie, in modo che uscissero, nella forma e nella sostanza, come volute da quel terribile regime. Bisognava esercitare un “controllo della realtà” continuo. Uno degli slogan del Grande Fratello era “ chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. Il personaggio del libro, Winston Smith, osservava come la gente dovesse “sapere e non sapere, essere conscia della più completa sincerità ma abile a dire delle bugie attentamente preparate, poter avere allo stesso tempo due opinioni relative ad un cosa che si annullano a vicenda, sapere che sono contraddittorie ma credere ad entrambe”. Il suo lavoro, presso il Ministero della Verità, era quello di altrerare tutte le fonti, le notizie, i dati per lasciare traccia solo di quanto deciso dal potere centrale. Si fabbricava la storia, si distruggevano le fonti, il passato, per non dare punti di riferimento, per annullare le coscienze. E durante giorno e notte gli slogan e la propaganda inculcavano ininterrottamente, attraverso schermi e altoparlanti installati ovunque, la verità fabbricata.

Mi sono dilungato in questa citazione letteraria perchè me la hanno richiamata alla mente le recenti parole del Ministro Maroni e della sua eco mediatica, sempre presente in un paese servile e omertoso come l’Italia. Secondo l’onorevole padano, la TdT è stata un successo e non perde occasione per ripeterlo. Non è vero che c’è stato un calo degli spettatori, mentre dall’altro lato abbiamo stadi più sicuri e accoglienti.

Questo vuol dire negare, re-interpretare, camuffare, filtrare, mangiare-digerire-espellere in diversa forma dati, fatti e notizie. No, non mi vado a leggere le statistiche perchè so troppo bene che possono dire cose assai diverse se si cambia la base di partenza, il modello di riferimento e il valore di stima. I numeri sono oggettivi ma possono essere interpretati: quindi se io dico che un giocatore ha fatto 100 tiri ed un altro 20 ma ometto di dire che il secondo ha giocato un decimo delle partite disputate dal primo, non sono onesto nella valutazione dei due.

Se io dico che gli incidenti negli stadi sono diminuiti ma non dico che in 10 anni la Roma, ad esempio, è passata da 64mila spettatori di media, anno dell’ultimo scudetto, a poco più di 33mila, 2010-11, commetto lo stesso errore in malafede.

Se affermo che la tessera funziona nonostante la media della A sia diminuita da 25.570 a 24.901 (!!!) nelle ultime due stagioni, per non parlare delle serie inferiori che non interessano nessuno se non i tifosi coinvolti ma che sono in caduta libera, non faccio altro che alterare le informazioni, lavorare per il Ministero della Verità.

Il particolare ancora più triste è che purtroppo non servono neanche numeri o dati ma solo i nostri occhi: se una persona è abituata da anni ad andare allo stadio, lo spettacolo che oggi si vede di fronte negli impianti italiani è desolante, come numero di spettatori presenti e come spettacolo che sono costretti ad offrire, spogliati di ogni entusiasmo cromatico, umoristico e vocale.

Mentre quindi si discute su come scoraggiare altri tifosi dall’andare in trasferta nel prossimo campionato, l’ennesimo calcio scommesse sta passano in secondo piano. Zitti, zitti se ne sta parlando sempre di meno, nelle pagine sempre più nascoste dei giornali. Come avvenuto molte altre volte del resto: in Italia di zozzerie ne sono successe quasi ogni anno, che poi la gente si ricordi solo il 1980 e il 2006 è solo per l’importanza dei nomi coinvolti, delle amnistie e delle vittorie mondiali.

Anche qui, gli operai del Ministero della Verità si sono messi all’opera per l’ennesima volta: tra un po’ non rimarrà traccia delle puntate, dei drink con i tranquillanti dentro, delle telefonate. Tutto sarà spazzato sotto a questo enorme tappeto che copre il nostro calcio. È bastato un richiamo dell’Amministratore Delegato di Sky Italia Tom Mockridge per creare il panico nei salotti pallonari di tutta la penisola.

Mockridge, giustamente, ha fatto capire che il suo datore di lavoro non era contento, e poteva esserlo sempre meno, di pagare più che profumatamente un prodotto che sembrava, intercettazione dopo intercettazione, sempre più avariato. Visto che la Serie A, tra i maggiori campionati europei, è quello che più dipende dalle entrate dei diritti TV, su cui a giorni le società si scanneranno per il problema dei bacini di utenza, il monito deve essere stato ascoltato. Ma all’italiana.

Consci infatti che la giustizia, sportiva e non,  a queste latitudini ha dei tempi piuttosto lunghi e che i soldi di Sky servono subito, faranno finta che questo scandalo scommesse, anche se esistito, sia di piccola entità. Si rovinerà, sacrificherà, qualche nome minore, qualche giocatore sconosciuto, ridando credibilità al campionato, facendo felice la TV e ricominciando ad agosto come se niente fosse successo.

Le partite sono state tutte regolari, il calcio italiano è pulito, abbiamo il campionato più bello del mondo, gli stadi sono pieni di famiglie felici e sicuri. Il Grande Fratello è all’opera.

Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato.

Stefano Faccendini

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Film: “I have a team to save – No fans no football”

Posted by thepeoplesgame su 28 giugno 2011

Anche in Israele il calcio deve affrontare i problemi tipici dei Paesi europei, dove interessi commerciali e affaristici  minano i valori dello sport, a scapito dei tifosi, prime vittime di situazioni del genere. Il regista Haim Shadmi ha girato un film-documentario su questi temi, come racconta qui.

 

La trama: il meccanico Uri Mashiah, tifoso del Maccabi Tel Aviv, pensa che la squadra che ama stia facendo meno di quanto nelle sue possibilità perché per il proprietario si tratta semplicemente di un veicolo per i propri affari. Si accorge che tutto quello che amava del fatto di tifare per il Maccabi è svanito, e cerca di dare vita ad un campagna contro la commercializzazione del calcio: se tutti i tifosi del mondo si organizzassero per un boicottaggio internazionale in un dato fine settimana, allora chi gestisce e rovina il calcio comincerebbe ad ascoltare. Uri quindi prepara dei volantini, cerca di convincere altri tifosi del Maccabi ad unirsi a lui, ma con scarsi risultati. Non si dà per vinto e cerca ispirazione dai tifosi di altre nazioni, viaggiando per la prima volta per l’Europa. Passa dall’Italia, incontrando i tifosi della Fiorentina, e poi sbarca in Inghilterra, finendo ad Anfield, ma resta deluso dall’esperienza in casa del Liverpool. Alla fine, viene indirizzato verso la soluzione giusta e trova quello che sta cercando a Gigg Lane, dove i suoi ideali sono incarnati dall’FC United of Manchester.

Si può scaricare il film, che è sottotitolato in inglese, sul proprio computer pagando via paypal 10 $ (qui), oppure “noleggiarlo” per 4 giorni al costo di 4 $ (qui).

Un’anteprima

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VeneziaUnited verso l’assemblea: trasparenza delle società, coinvolgimento dei tifosi, partecipazione del territorio

Posted by thepeoplesgame su 27 giugno 2011

“Glasnost! Una parola sola, che in russo significa trasparenza, quella che ci vuole quando si parla di una società calcistica che rappresenta una intera comunità”. Parole di Franco Vianello Moro, presidente di VeneziaUnited, rivolte ai russi che da qualche mese ha acquistato l’Unione Venezia. Per il momento, non è stato facile stabilire un contatto con la nuova proprietà: “Abbiamo chiesto più volte un incontro con la dirigenza russa, ma attendiamo ancora risposta”. L’unico dirigente con cui era stato possibile un primo contatto, Dimitri Balashov, ora non fa più parte dello staff del FBC, per cui occorre ricominciare daccapo.” Ha raccontato al Corriere Veneto. Così, finiscono messe a rischio le attività che VeneziaUnted ha realizzato con successo nella passata stagione, in collaborazione con la società: la campagna abbonamenti, il match program per le partite interne, il premio “Man of the Match” per il miglior giocatore, la mascotte Capitan Venezia”. Tutte iniziative che si vorrebbe ripetere ma per cui è necessario interagire con una dirigenza finora assente. Un altro capitolo è l’ingresso nel capitale sociale, anche con una quota minima, “essenziale per la città, in nome di una trasparenza e di una cultura diversa del fare calcio“, sostiene Vianello Moro, una possibilità che sembrava potersi concretizzare con la precedente gestione, poi abbandonata per i problemi di salute del patron, scomparso qualche mese fa, ed il cambio di proprietà. Il presidente di VeneziaUnited mette poi i puntini sulle i nei confronti di altre componenti importanti del tessuto economico e sociale: “Manca la classe imprenditoriale della città, sempre pigra quando si tratta di investire in attività sociali. E sta mancando anche – osserva – l’amministrazione comunale che dopo una prima fase di condivisione e partecipazione, con molti assessori che sono nostri soci, si è via via defilata”. Mercoledì sera è in programma la riunione di conclusione del primo anno di attività di VeneziaUnited: veranno rinnovate le cariche, si farà il punto su quanto realizzato finora e si getteranno le basi per il lavoro futuro. Tra i 1137 soci totali, ne sono annunciati in arrivo da Bassano, Trieste, Roma, e persino dalla Francia, ed i rappresentanti di Supporters Direct, Sosteniamolancona e Sogno Cavese, perché, anche se ogni trust agisce ovviamente nella propria realtà, si tratta comunque di un percorso condiviso ed è importante il sostegno reciproco.

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Serietà, garanzia, programmazione: le condizioni di Sogno Cavese per la salvaguardia del futuro

Posted by thepeoplesgame su 23 giugno 2011

Mentre VeneziaUnited si prepara alla prima assemblea di fine anno e Sosteniamolancona è alle prese con la raccolta fondi che concretizzerà la nuova società partecipata dai tifosi, dei tre supporters trust italiani affiliati a Supporters Direct è Sogno Cavese quello che deve affrontare la situazione più complicata. Si avvicinano le prime scadenze degli adempimenti per l‘iscrizione al campionato di Seconda Divisione e la posizione della Cavese resta difficile. Mentre quella di domani, relativa agli emolumenti ai calciatori, se non rispettata porterebbe ad una sgradita ma tollerabile penalizzazione per la prossima stagione, la scadenza del 30 giugno è cruciale: è il giorno della domanda di iscrizione. Da oggi è attiva una “task force”, ovvero un’assemblea permanente composta da esponenti della tifoseria, rappresentata anche da “Sogno Cavese”, dall’assessore allo sport e dalla proprietà, con l’obiettivo di sensibilizzare e cercare di far attivare gli imprenditori locali per reperire le risorse necessarie in modo più urgente.

Ma Sogno Cavese tiene a fare delle precisazioni importanti:

“Non sarà una colletta mascherata. Questo è solamente l’inizio per creare un gran gruppo gestito con professionalità e trasparenza. Non vi aspettate che questa iniziativa possa portare la risoluzione del problema entro il 24 o il 30 Giugno (prossime scadenze). Non vi aspettate che Sogno Cavese o la Tifoseria possano essere i risolutori di una crisi. Agiremo con professionalità, non proporremo a nessun imprenditore di sborsare denaro solamente per tamponare un’emergenza e ritrovarci poi ad ottobre nelle stesse condizioni. Siamo e saremo per programmi seri. In caso contrario ci tireremo indietro.” 

Poche frasi che riassumono l’approccio dell’associazione. Sogno Cavese non vuole raccogliere tra gli imprenditori locali donazioni da portare in omaggio al club, perché è consapevole che

“chiedere di immettere oggi liquidità a scatola chiusa in questa Società sia una follia e che, mettendola in questi termini, le “porte sbattute in faccia” sarebbero state molteplici. Così come non si può chiedere, a chi non è responsabile di una gestione – sportiva ma soprattutto finanziaria – pressoché fallimentare, di ripianare il bilancio e tappare le falle che pur ci sono.”

Ecco cosa si chiede a chi ha in mano le sorti della Cavese: serietà, garanzie, programmazione. Che venga quindi iscritta la squadra al campionato, invogliando così le aziende cittadine a farsi avanti e gettando le basi per un progetto gestito in modo professionale, anche attraverso l’iniziativa “Cava Siamo Noi” avviata ad inizio aprile. Sogno Cavese intende continuare a svolgere il suo ruolo di garanzia e supporto, ma a delle condizioni imprescindibili.

Troppe volte la tifoseria aquilotta ha tremato per la stessa sopravvivenza della propria squadra, si è data da fare (come con la colletta dello scorso anno) per poi ritrovarsi per l’ennesima volta con l’acqua alla gola. Tifosi “malati”, come si definiscono gli stessi soci di Sogno Cavese, che sono però capaci di riconoscere che “la passione non può essere cecità”. Per salvare la Cavese, scrivono, servono coerenza, professionalità, programmazione. E anche in questo devono essere coinvolti e rispettati i tifosi, non solo quando sono l’ultima carta da giocare per evitare il tracollo.

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Raccolta fondi via paypal per Supporters Direct

Posted by thepeoplesgame su 23 giugno 2011

Nell’angolo in alto a destra dell’home page del sito di Supporters Direct è apparso un bottone “donate” che porta ad una pagina paypal da cui potrete donare a SD qualsiasi cifra a scelta.

 Chi è coinvolto nel movimento dei supporters trust è consapevole dell’importanza di raccogliere fondi, per una serie di motivi diversi. A SD per un po’ di tempo abbiamo valutato diversi modi attraverso i quali differenziare le nostre attività di fundraising in modo da poter continuare a lavorare a beneficio dei supporters trust. Il bottone “donate” è uno dei vari metodi che stiamo sviluppando in questo momento.

 Tutte le donazioni, di qualsiasi ammontare, saranno accolte con la massima gratitudine. Al momento, la nostra gratitudine – ed il nostro duro lavoro che continua – è tutto quello che abbiamo da offrire in cambio, ma speriamo che in futuro le cosa possano cambiare!

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Quando si dice per tutti…

Posted by thepeoplesgame su 21 giugno 2011

Dal sito di Sosteniamolancona:

Allo stesso modo ci riempie di orgoglio e fiducia il tesseramento delle “nuove leve” che continua lento, ma implacabile, e che addirittura registra la determinazione di una signora di 90 anni che ha insistito personalmente per avere la nostra tessera, signori giù il cappello, ecco una vera grande tifosa, oltre ogni categoria, oltre ogni età, proprio come quelli che piacciono a noi.

Complimenti a questa signora! Una prova vivente che il calcio, vissuto con il cuore, non conosce limiti di sorta.

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FCUM: i tifosi scelgono quanto pagare per il proprio abbonamento

Posted by thepeoplesgame su 16 giugno 2011

“Pay what you can afford”, paga quello che ti puoi permettere: è lo slogan della campagna abbonamenti dell’FC United of Manchester. L’iniziativa, lanciata la scorsa estate, è stata giudicata positiva e i soci dell’FCUM hanno votato per ripeterla in vista della prossima stagione. Gli obiettivi della campagna sono permettere ai tifosi di prendersi collettivamente la responsabilità di una buona parte delle finanze del club e riconoscere che alcuni tifosi stanno soffrendo delle difficoltà finanziarie mentre altri sono in grado di pagare un po’ di più.

“I club della Premier League hanno alzato i prezzi senza riguardo per la capacità della gente di pagare.” Dicono dall’FCUM “Quelli che possono permetterselo continuano a pagare, quelli che non possono, smettono. In definitiva sarà questo a indebolire il calcio, che è sempre stato basato sull’inclusività e non sull’esclusività.”

Prima dei play off, poi persi in finale, il club ha chiesto ai propri tifosi un impegno per due importi, uno in caso di promozione e uno in caso di mancato successo. I risultati sono stati giudicati molto incoraggianti, ma l’FCUM non perde la concentrazione sul proprio obiettivo principale: “se le finanze lo consentiranno, il direttivo intende investire nella squadra una parte dell’eventuale aumento delle entrate, ma non metterà a repentaglio la salute di lungo termine del club per il successo nel breve termine. L’equilibrio è talvolta difficile, ma la bellezza del nostro club è che ci permette di determinare noi questa politica.”

Con questo tipo di campagna abbonamenti i tifosi esprimono il valore monetario che ciascuno di loro attribuisce all’abbonamento per le 21 partite casalinghe di campionato. A fronte di una richiesta minima di 90 £, per garantire un certo grado di sicurezza e stabilità finanziaria, la media dei pagamenti è stata di 160 £, quasi il doppio. Per gli under 18 il minimo è di 21 £, mentre non ci sono altre riduzioni, ad esempio per pensionati e disoccupati, come avviene invece per i biglietti per le singole partite (8 £ prezzo pieno per gli adulti, 5 £ ridotto, 2 £ per gli under 18).

21 partite moltiplicate per 8 £ fanno 168 £: significa che ci sono stati tifosi che hanno valutato il loro abbonamento più di quanto avrebbero pagato acquistando il biglietto volta per volta per tutte le gare. Non solo una dichiarazione di apprezzamento per le gesta sportive della squadra o di fiducia per quelle della stagione a venire, ma soprattutto un ulteriore modo sostenere un club così particolare e di mostrare anche nei fatti la propria appartenenza.

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Cosenza, i tifosi fondano la Brutium

Posted by thepeoplesgame su 15 giugno 2011

Finalmente qualcuno che ha il coraggio  di provarci, anche in Italia: i tifosi del Cosenza danno vita alla loro squadra, che partirà dalla Terza Categoria, come modo per prendere definitivamente le distanze dai mali del calcio moderno e far tornare invece il calcio ad essere un momento di passione e aggregazione.

Spiega benissimo tutto questo il comunicato diffuso dai tifosi:

“Il gruppo Curva Nord Cosenza Ultras, dopo la decisione presa a gennaio 2011 di lasciare vuote le gradinate del San Vito e di non seguire più la squadra fuori casa in segno di protesta contro la Tessera del tifoso e l’inasprimento delle leggi speciali imposte dal Ministro Maroni e dal Governo Berlusconi in tema di manifestazioni sportive, ha scelto di allontanarsi in modo definitivo dal calcio moderno e da tutti i suoi scandali. Dopo un’attenta riflessione sul messaggio che da più parti è stato fatto passare per valido e secondo il quale il problema reale da risolvere a tutti costi è rappresentato dagli ultras, si è deciso di ripopolare i campi sportivi delle categorie dilettantistiche. Intendiamo lanciare un segnale di rottura, ma al contempo continuare ad esprimere il nostro modo di essere. Il 22 aprile 2011, abbiamo costituito un’associazione sportiva dilettantistica dal nome BRUTIUM COSENZA, col simbolo del lupo che azzanna il pallone moderno: fotografia perfetta della nostra protesta. Il progetto nasce dal basso con la speranza di riuscire a scardinare il moderno “sistema calcio” che ormai non ci rappresenta più. Nella prossima stagione agonistica iscriveremo la “nostra” squadra in Terza categoria per dimostrare che la parola ultras è stata spesso accostata a tematiche che non ci appartengono. Razzismo, corruzione, business, violenza gratuita sono argomenti lontani anni luce da ciò che abbiamo manifestato nel corso della militanza sulle gradinate del San Vito. Al contrario sono l’integrazione e l’aggregazione sociale i cavalli sui quali si è sempre scelto di puntare. Vincendo a mani bassi. Tutti i ragazzi del gruppo si sono autotassati per riuscire a gestire il campionato e, perché no, ad arrivare il più in alto possibile. Il risultato sportivo passerà però in secondo piano perché la vittoria più bella sarà il colore che potremo tornare ad esprimere su una gradinata, cancellando quel grigiore che ha rovinato le nostre domeniche del pallone. In ultimo, ma non per questo meno importante, teniamo a chiarire un concetto. Siamo e rimarremo per sempre tifosi e ultras dell’attuale Cosenza Calcio 1914, che riteniamo la prima squadra della città e per la quale auspichiamo con tutte le nostre forze una veloce risoluzione dei problemi dirigenziali. Non l’abbandoneremo mai e continueremo a difenderne i colori fuori dagli stadi da semplici appassionati, in virtù di quanto spiegato sopra. A prescindere, invece seguiremo dal vivo il BRUTIUM COSENZA che ha la presunzione di rappresentare l’indole rivoluzionaria e passionale della terra dei Bruzi.”

Il Cosenza, retrocesso in Seconda Divisione dopo i play out, è alle prese con una grave crisi finanziaria. Servono 500mila euro solo per l’iscrizione al campionato, poi ci sarà da affrontare la mole dei debiti e le spese per la prossima stagione. Proseguono gli incontri con imprenditori interessati per cercare di salvare il club.

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I tifosi al tavolo con società e amministrazioni: di diritto, e non come favore

Posted by thepeoplesgame su 14 giugno 2011

Due citazioni, di quelle che fanno bene:

Dal sito di Sogno Cavese

Si apre la settimana decisiva per le sorti della Cavese e due passi in avanti sono stati compiuti.
Uno sul binario della stretta attualità riguardante la Cavese e il suo futuro immediato; l’altro sul binario della Storia del Calcio a Cava de’ Tirreni.
Quest’ultimo – per chi come noi guarda la Luna non soffermandosi solo sul dito che la indica – appare come il passo più importante: nell’incontro di ieri sera, a Palazzo di Città, seduti al tavolo con la Proprietà del Club (rappresentata da Spatola e Tanimi) e l’Amministrazione comunale (Sindaco Galdi, Assessore Adinolfi) c’era, per la prima volta, l’INTERA TIFOSERIA CAVESE, rappresentata da alcuni membri del Consiglio Direttivo e i presidenti di Probi Viri e Collegio Sindacale dell’associazione Sogno Cavese. Un precedente importante che dimostra quanto la concezione del Calcio  a certe latitudini e categorie possa cambiare in meglio solo attraverso la partecipazione attiva – e non retorica – dei tifosi. (…) Ma ribadiamo la prima grande conquista: ieri sera, d’ora in poi, SEMPRE E COMUNQUE…  LA CAVESE SIAMO NOI!

Dal sito di Sosteniamolancona

L’incontro di ieri pomeriggio (venerdì 10 giugno, ndr)presso il palazzo del popolo, sede del Comune di Ancona, può essere sicuramente inserito fra gli elementi positivi sullo sviluppo della futura società di calcio US ANCONA 1905.  La coincidenza vuole che sia un incontro al quale Sosteniamolancona ha partecipato, sia nella preparazione che nel merito della discussione.
L’orizzonte è sicuramente delineato in maniera molto nitida, e le premesse che vengono poste sono di chiaro e sicuro interesse. Rispondono sicuramente a tutto ciò che Sosteniamolancona ha sempre auspicato fosse possibile avere per la principale società di calcio di Ancona partecipata dai tifosi. Strutture reali per lo sviluppo del settore giovanile (settore strategico vitale) che vengono rese disponibili, temporaneamente, presso lo stadio Dorico con i relativi adeguamenti grazie alla collaborazione fra amministrazione e società. Un passo importante nella direzione giusta, e soprattutto finalmente una direzione giusta chiaramente indicata e condivisa fra tutte le parti presenti (Comune, US ANCONA 1905, Sosteniamolancona) Va dato atto che, perlomeno mai prima d’ora ad Ancona, una situazione simile si fosse verificata e di questo il merito è senz’altro dell amministrazione, della US ANCONA 1905, e di Sosteniamolancona per tutti i soci i tifosi  i cittadini che seguono il lavoro di questa associazione.

Sogno Cavese e Sosteniamolancona non sono gli unici gruppi a parlare con i rispettivi dirigenti e sindaci, ma ci sono grosse differenze da sottolineare. Soprattutto in queste estati sempre più complicate per decine di squadre, stanno diventando frequenti e talvolta decisivi incontri di questo tipo. Molte volte i tifosi vi partecipano, specie nelle piazze più calde, a volte con sindaco e assessore, a volte con i dirigenti dei club, a volte con entrambi. C’è un loro innegabile legittimo interesse ad essere aggiornati su quello che succede. Ma non è detto che venga riconosciuto come tale e come tale rispettato: i sostenitori, spesso rappresentanti dei gruppi organizzati, “vi vengono ammessi”, sono tollerati perché hanno fatto pressioni a riguardo,  per una sorta di favore, o magari perché si temono contestazioni o di peggio.

Sosteniamolancona e Sogno Cavese siedono di diritto al tavolo con la proprietà dei loro club e ed i rappresentanti delle amministrazioni locali. Sono riusciti in breve tempo ad imporsi come un interlocutore credibile, in quanto rappresentanti dell’intera tifoseria, grazie prima di tutto a chi ha dato loro mandato per seguire da vicino certi argomenti a nome di tutti i sostenitori.

È un passo enorme, per Ancona e per Cava, ma anche il calcio italiano, qualcosa che si spera possa spingere tanti altri tifosi a voler seguire il loro esempio. 

La loro partecipazione diretta ed attiva non sarà la soluzione a tutto, ma finalmente i tifosi possono essere informati in modo strutturato e non lasciato al caso, possono dare il loro contributo in termini di idee e risorse, possono concorrere alla scelta dell’ indirizzo strategico dell’attività del loro club. Scusate se è poco…

 

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