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La favola dell’AFC Wimbledon approda nei prof

Posted by thepeoplesgame su 23 maggio 2011

Zero a zero alla fine del tempo regolamentare e anche dei supplementari, vittoria per quattro a tre ai rigori con due parate del portiere Seb Brown ed il centro decisivo dal dischetto di Danny Kedwell: non è stato facile avere ragione del Luton, ma alla fine l’AFC Wimbledon si è aggiudicato la finale play off della Blue Square Bet Premier ed ha ottenuto la promozione in 2nd Division, ovvero, nelle equivalenti categorie italiane, è salito dalla Serie D alla C2.

Un traguardo meraviglioso, in cui non manca una punta di vendetta verso chi dette il via libera al trasferimento della squadra a oltre 100 km, incurante delle proteste e delle argomentazioni dei tifosi e schernendo poi la loro nuova piccola squadra. Il Wimbledon non era il club poi spostato, né la società di capitali che lo rappresentava e neanche i trofei che aveva vinto, il Wimbledon erano i suoi tifosi e la loro passione: loro sono riusciti a capirlo e a farne tesoro, e in migliaia ci hanno messo entusiasmo ed impegno, e continuano a farlo, per il sogno di una squadra veramente loro. In un recente sondaggio tra i tifosi, è stata confermata la priorità: l’AFC Wimbledon deve rimanere in mano al Dons Trust.

Ci sono voluti quasi esattamente nove anni (solo pochi giorni in meno) per arrivare nei professionisti partendo praticamente dal niente, dal vuoto lasciato da un club pieno di problemi finanziari e trasferito da un giorno all’altro come fosse una franchigia americana, dall’indignazione dei suoi tifosi verso i proprietari e le istituzioni calcistiche che avevano permesso quello scempio, ma anche dalla voglia di non arrendersi, di vedere ancora giocare a calcio con i propria colori, di imboccare una strada diversa: quella che ha portato ad una nuova squadra, di proprietà dei suoi sostenitori, gestita in modo democratico, trasparente, vicino alla comunità, sana a livello etico e finanziario. E vincente sul campo: il nuovo Wimbledon ha scalato la piramide del calcio inglese.

Dopo la promozione in 2nd Division, ci sono tre anni di deroga per adeguare lo stadio di Kingsmeadow ai requisiti per la categoria, ma il sogno di tutti i sostenitori è di tornare a casa, di giocare di nuovo a Wimbledon.

Per un approfondimento sui fatti che hanno portato alla nascita dell’AFC Wimbledon, chi non lo avesse ancora fatto può (anzi dovrebbe) rimediare leggendo il libro di Stefano Faccendini Noi siamo il Wimbledon.

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