the People's Game

  • I support SD

    I support SD
  • Supporters Direct

    Supporters Direct
  • Football Supporters Europe

    Football Supporters Europe
  • Venezia United

    Venezia United
  • Sogno Cavese

    Sogno Cavese
  • sosteniamolancona

  • MyRoma

    MyRoma
  • paperblog

Codice etico, trasparenza, responsabilità: un decreto legislativo ancora quasi sconosciuto al calcio

Posted by thepeoplesgame su 6 dicembre 2010

E’ ancora più che attuale il saggio di Francesco Bof e Pietro Previtali  intitolato “Codice etico, modelli organizzativi e responsabilità amministrativa: l’applicazione del d.lgs. 231/2001 alle società di calcio professionistiche“, pubblicato dalla Rivista di diritto ed economia dello sport (RDES) a inizio 2008.  Ce lo dimostra, proprio in questi giorni, quanto sta succedendo a Bologna, la triste, disperata, e ancora per niente chiara situazione situazione di uno dei club più rispettati del nostro calcio.

Una lettura interessante che comincia con questa introduzione:

Nel presente articolo si trattano le possibili implicazioni del decreto legislativo 231/2001 sule società di calcio professionistiche, con particolare riferimento al codice etico comportamentale e al modello organizzativo previsti dalla normativa. Pur essendo stato emesso ormai da sette anni, la sua applicazione rappresenta ancora una novità, soprattutto nei settori – come il calcio professionistico – in cui le società sono dotate di organici e risorse non sempre strutturate, presentano processi e pprocedure con uno scarslo livello di standardizzazione ed adottano comportamenti non sempre trasparenti nei confronti degli stakeholders esterni.

L’articolo approfondisce i temi della responsabilità amministrativa, del modello organizzativo previsto dal d.lgs 231/2001, delle attività a rischio di reato e della responsabilità sociale collegata al modello organizzativo.

Queste le conclusioni:

Molte società di calcio professionistiche non sono ancora preparate ad affrontare i cambiamenti che lo sviluppo socio-economico, una competizione sia locale sia globale, che si gioca su un numero sempre maggiore di mercati e di settori, e le potenziali occasioni di business, le imporrebbero, le necessità di adattamento ai mutamenti esterni ed alle dinamiche ambientali richiedono cambiamenti sfidanti che devono essere affrontati, innanzitutto, all’interno delle organizzazioni attraverso processi di condivisione delle strategie con le persone che ne fanno parte. Uno strumento come il codice etico, che apporti e diffonda valori, oltre a fornire garanzie oggettive sul comportamento societario a tutela degli stakeholders, se fatto seguire ad un modello organizzativo che introduca nuovi ruoli, processi e, perchè no, risorse, può rappresentare una grande opportunità, sia per rafforzare l’immagine “sociale”, di un club professionistico, sia per concretizzare gli obiettivi di business, sia per migliorarne le gestione ed i risultati delle attività sportive.

Occorre altrersì sottolineare come, in un sistema sport che ha bisogno di nuove regole, altro approccio ed altri strumenti devono essere utilizzati quando, come prutroppo succede nel calcio nostrano, il pesce puzza dalla testa, e cioè quando la prorpietà investe nel calcio per per risolvere i problemi economico-finanziari di altre aziende o per fare il lifting alla prorpiria reputazione ed alla propria immagine pubblica. In questi casi la questione deve essere risolta prima, attraverso sistemi di regole che impediscano l’entrata nel settore sportivo di soggetti inaffidabili e che con lo sport hanno poco a che fare, anzichè ex-post con un modello organizzativo che seppur formalizzato e chiaro, rischia di diventare inapplicabile o, se applicato, di essere una mera operazione di facciata.

 Sono passati quasi tre anni dalla pubblicazione di questo saggio,  e soprattutto quasi dieci dal decreto legislativo, ma ben poco è cambiato nel calcio italiano quanto a trasparenza, etica, responsabilità verso gli stakeholders a cominciare dai tifosi. Il modello del benefattore-finchè-dura, spesso di dubbia provenienza, con tuttele sue conseguenze sulla gestione e l’organizzazione, resta quello prevalente, anche se tutt’altro che virtuoso.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: