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Il mio amico Eric – Al pub si discute del calcio moderno e dell’anima del Manchester United

Posted by thepeoplesgame su 6 novembre 2010

C’è una scena semplice ma particolarmente significativa nel film “Il mio amico Eric”, che descrive bene, meglio di tanti saggi, la situazione di tanti tifosi inglesi e che fa pensare chi ama il calcio. Si parla della cessione del Manchester United ai Glazer, la nascita dell’FCUM, un calcio maggiore sempre più distante ed uno minimo ma accogliente, ed i sentimenti contrastanti di chi vive tra l’uno e l’altro, tra la partecipazione e la nostalgia, perchè come scrive lo sceneggiatore Paul Laverty, “la mente ha volontà, ma la carne è debole” e Spleen, che pure segue ed ama l’FCUM non può rinunciare del tutto al ManUtd.   

Eric, il protagonista del film, ed i suoi amici, un gruppo di colleghi postini, si ritrovano al pub per vedere una partita del Manchester United su Sky. Il locale è pieno di tifosi, molti dei quali indossano una maglietta dei Reds, mentre Spleen sfoggia quella del Football Club United of Manchester, di cui sia il personaggio che l’attore che lo interpreta sono tifosi. La sua maglietta, altrettanto rossa, con uno stemma simile ma senza sponsor, scatena la discussione con gli altri tifosi

– Guarda quella maglietta! Non mi ci pulirei il culo. Football Club United… Fucking Clowns United, se vuoi il mio parere! Un manipolo di traditori, sono scappati e ci hanno lasciati.

– Voi siete i fottuti traditori! Vendere il nostro club a chi vuole mangiarci sopra. Siete ciechi? Non è più nostro! Io non ho mai lasciato lo United, loro hanno lasciato me.

– Il club più popolare della storia, 330 milioni di tifosi in tutto il mondo! E ti hanno lasciato! Davvero sconsiderato da parte loro.

– Dai Spleen, ammettilo, tre anni fa sei scappato con un manipolo di piantagrane che avevano formato un club che non riempirebbe un bagno pubblico. Siete troppo piccoli, niente radici… non durerà.

 – E’ quello che dicevano anche dello United. Come cominciò? 1878, si chiamava Newton Heath, umili lavoratori delle ferrovie. Avete pisciato sulla vostra storia.

 – Come avete potuto vendere il vostro club a degli Yankees che stanno dall’altra parte dell’oceano… soldi, soldi, soldi… è tutto ciò che gli interessa.

 – Stupidaggini! E’ qui! (si batte la mano sul petto all’altezza del cuore)

 – I parcheggi non mentono! Avete visto che tipo di macchine ci sono il giorno della partita? Nessun postino ora. Dimmi il nome di qualcuno che si può permettere un abbonamento.  

 – Up the revolution!

 – Il nostro club? (bacia la maglia). Lo abbiamo creato noi. Modesto, lo so, ma è nostro! Decidiamo noi! Nessun presidente grasso e bastardo può venderci per 30 pezzi d’argento.

 – Tre anni… nessuna storia!

 – Abbiamo portato l’anima del ManUtd con noi al FCUM e vi abbiamo lasciato con i cocktail di gamberetti! Abbiamo preso i ricordi, lo spirito, perfino i cori!

 – Peccato non avete portato via anche qualche giocatore. E lo stadio.

– (cantando) Non pagheremo Glazer e non lavoreremo per Sky! Cantiamo ancora “Il City deve morire”! Due United ma l’anima è una, i Busby Babes vanno avanti. Glazer, dovunque tu sia, puoi comprare l’Old Trafford ma non puoi comprare me, io cantavo “non in vendita” e intendevo proprio quello, non puoi comprarmi, avido stronzo!

– Mucchio di matti! Quanti siete alla partita?

 – Almeno 3.000, forse di più.

 – I bagni sono già stati costruiti?

 – Almeno posso andare alla partita e portarci i miei due figli… tu lo puoi fare? E la metà dei nostri tifosi ha meno di 18 anni! Quand’è l’ultima volta che sei andato ad una partita? Forza, dimmelo.

 – Piuttosto la guardo alla televisione e mi godo una pinta di birra, se mi lasci in pace!

 – Non è lo stesso! Noi andiamo tutti i sabati. E’ fantastico, come a vecchi tempi sul pullman, cantando, davvero… Eric, dovresti provare, e portare anche i ragazzi, solo 2 sterline.

 – Un furto in pieno giorno. Sono arrivati nel nostro sabato pomeriggio e ci hanno strappato il cuore,  e poi nei nostri salotti e ci hanno rubato il nostro gioco.

– E ora siete qui un lunedì sera, caduti in disgrazia per far felice quel fottuto Murdoch!   

– E non ci sei anche te?

La partita sta per iniziare e Spleen viene invitato a stare zitto o andarsene, visto che ha già finito la sua birra. Esce, e quando è ancora dietro la porta tutti gli altri, per scherzo, esultano come se ci fosse stato un gol, facendolo rientrare di corsa (“Chi ha segnato? Chi ha segnato?” con l’entusiasmo dei vecchi tempi) per poi tornare alla stessa sedia di prima, mormorando “Fanculo, mi mancano così tanto.”

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