the People's Game

  • I support SD

    I support SD
  • Supporters Direct

    Supporters Direct
  • Football Supporters Europe

    Football Supporters Europe
  • Venezia United

    Venezia United
  • Sogno Cavese

    Sogno Cavese
  • sosteniamolancona

  • MyRoma

    MyRoma
  • paperblog

Si fa presto a dire Barça

Posted by thepeoplesgame su 18 gennaio 2010

Tanti piccoli Barcelona. Quando in Italia si parla, più – ma soprattutto meno  – seriamente, di azionariato popolare nel calcio, tutti vogliono che il loro club funzioni come quello blaugrana. Che rappresenta, senza dubbio, un ideale, quasi un sogno, sicuramente un perfetto spot per un calcio diverso, ma che rischia di diventare un esempio pericolosamente fuorviante.  Perché quello dei club spagnoli (ci sono anche, ciascuno con le sue peculiarità, Real Madrid, Osasuna ed Athletic Bilbao) è un caso molto particolare, e quello del Barcelona, con la sua connotazione glocal e la profonda identificazione  con la Catalogna, praticamente unico.

Lo ha scritto molto bene – come sempre del resto – Stefano Faccendini nel suo pezzo dedicato all’A.S. Roma Trust

Prima di tutto scordiamoci il Barcellona. Roma non e’ la Catalogna, una nazione nella nazione, con una propria lingua, una propria identità politica e persino una propria nazionale di calcio allenata non da uno qualsiasi ma da Johan Cruyff (anche se non riconosciuta dalla Fifa). Il modello del Barcellona è proponibile solo come principio ma le condizioni di partenza non sono paragonabili. La squadra di calcio non è solo una entità sportiva ma uno strumento di marketing politico.

E in generale la realtà dei club che nel 1992 non furono costretti a trasformarsi in SAD (società sportive per azioni, tra l’altro con pessimi risultati), è molto particolare, basata su una lunga tradizione e su determinate caratteristiche, dalla cittadella dello sport, alla varietà delle discipline, a tutta una serie di attività collaterali di ogni genere, ad uno stretto legame con le istituzioni locali, caratteristiche che fanno del club il centro della vita sociale del posto e che non si riscontrano in Italia. Un interessante approfondimento sul mondo blaugrana, era su D di Repubblica di sabato, si può leggere anche on line.

Innanzitutto, la maggioranza dei club spagnoli, anche di quelli poi trasformati in società di capitali, è nata e si è sviluppata secondo questo modello,  mantenendo la struttura associativa, affinando i meccanismi di funzionamento e rafforzando nel tempo la loro struttura patrimoniale, con la proprietà di infrastrutture di diverso tipo, grazie al loro carattere pubblicistico e radicandosi in modo sempre più profondo nella comunità di riferimento. Tutte differenze che sottolineano una importante distanza tra il modello partecipativo spagnolo e la realtà italiana.

Anche Uefa ed Ue, più che alla Spagna, hanno guardato come modelli ai Trust inglesi e alla norma tedesca del 50% + 1 nella loro promozione del coinvolgimento attivo dei tifosi.

Insomma, può andare anche benissimo portare come argomentazione a sostegno dei modelli partecipativi che uno dei più grandi club al mondo, nonché uno di quelli di maggiore successo, attuale detentore della Champions League, è organizzato in modo democratico e con la partecipazione diretta dei tifosi-proprietari, ma pur basandosi sugli stessi principi è meglio non guardare al Barcelona come ad una situazione effettivamente replicabile nel proprio club.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: