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50+1: l’anima del calcio tedesco difesa da club e tifosi

Posted by thepeoplesgame su 9 dicembre 2009

I tifosi tedeschi continuano la loro difesa della regola del 50+1, la norma sulla quale si fonda la cultura del calcio e del tifo nella loro nazione.  I club tedeschi, a differenza di quelli italiani o inglesi, non sono società di capitali ma sono ancora strutturati come associazioni sportive (come i nostri club dilettantistici) che hanno conferito la gestione del calcio professionistico ad una società di capitali. La cui maggioranza, però, ovvero il 50%+1 delle quote, deve restare di proprietà del club/associazione, ovvero degli stessi tifosi. Un felice compromesso tra i valori tradizionali ed il moderno calcio-business.

Ogni tanto qualcuno, ed in particolare il presidente dell’Hannover, Martin Kind, cerca di intervenire per cancellare questa norma, accusata di bloccare gli investitori e quindi di precludere ai club tedeschi la lotta ad armi pari a livello europeo. Ma i tifosi (100.000 firme in una petizione per difendere la norma) e gli stessi club continuano a sostenere questo fondamentale aspetto che permette al calcio tedesco di mantenere la propria anima al riparo dagli eccessi della commercializzazione e dagli avventurieri di turno. E di salvagurdare i conti: anche grazie al 50+1 la Bundesliga è il campionato europeo con i migliori risultati economico-finanziari.

Colpisce la visione di medio lungo periodo dei tifosi tedeschi e la loro attenzione  per le vicende extrasportive: tante volte in Italia l’arrivo di un nuovo ricco proprietario è stato salutato con grande favore, pensano ai possibili immediati successi sul campo ma senza riflettere sui probabili scenari futuri, poi spesso verficatisi sotto forma di fallimenti e doppie o triple retrocessioni. 

La particolare, forte cultura del tifo in Germania si riflette sulle presenze allo stadio in termini sia quantitativi (la Bundesliga fa registrare una media di 7.000 spettatori più alta rispetto alla Premier League) che qualitativi (il pubblico è molto più eterogeneo perchè tutti possono permettersi il biglietto): il massimo cmpionato tedesco è quello che fa registrare più preseneze dal vivo in Europa.

Il fatto che in Germania i tifosi siano e vengano realmente considerati parte dei rispettivi club porta a strategie più efficaci che altrove per quanto riguarda sia la campagna abbonamenti (prezzi molto socntati rispetto al costo totale dei singoli biglietti) che i prezzi dei tagliandi per le partite, puttosto bassi e molto diversificati ad esempio per settori e fasce di età. Ovviamente, ne guadagna l’atmsfera, con gli stadi uasisempre gremiti. E lo sono perchè vi si può portare striscioni e bandiere, cantare, stare in piedi e perfino bere birra. Quanto di più diverso dai teatri in cui si è voluto trasformare gli stadi inglesi (perfetta la sintesi “sit down, shut up and open your wallet”), che sono il modello a cui si aspira, purtroppo, anche in Italia.

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