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Archive for dicembre 2009

Brescia: svolto il primo incontro pubblico sull’azionariato popolare

Posted by thepeoplesgame su 28 dicembre 2009

Arrivo con grave ritardo (ma con le mie buone ragioni) per segnalare il primo incontro pubblico organizzato dai tifosi della Curva Nord del Brescia venerdì 18 dicembre per affrontare la possibilità dell’azionariato popolare.

Dal quotidiano Brescia Oggi:

Azionariato popolare? «Yes, sa pöl fal!». Almeno secondo i ragazzi della Curva Nord Brescia 1911, che ieri sera, al Museo delle Scienze di via Ozanam, hanno illustrato a un centinaio di tifosi, semplici cittadini, qualche curioso, giornalisti e una nutrita rappresentanza della Curva Sud, il loro progetto di rifondazione per la società biancazzurra, progetto definito «ambizioso, ma sicuramente possibile».
Due i punti di partenza: l’amore per la Leonessa, come l’hanno definito gli Ultras, e uno stato d’animo, o meglio, una certezza: la gestione Corioni non ha futuro. «Con l’attuale proprietà non si arriverà molto lontano – ha spiegato Diego Piccinelli, portavoce della Nord -. Magari non domani, magari non dopodomani, magari nemmeno tra un anno, ma presto o tardi il Brescia Calcio è destinato a sprofondare nei suoi debiti. Quindi, non è questione di essere pessimisti o fatalisti – ha proseguito Piccinelli -, ma semplicemente realisti. Con Corioni non si va da nessuna parte, con una situazione finanziaria così pesante non c’è futuro per il Brescia. E nessuno si illuda che qualche imprenditore possa salvare la società. Quale imprenditore potrebbe mai pensare di rilevare il Brescia e i suoi debiti?».
Il presidente, dunque, è il primo responsabile di questa situazione? «Riteniamo Corioni diretto responsabile delle condizioni penose nelle quali versa il Brescia – ha precisato Piccinelli -. Inoltre, questa società è colpevole di avere allontanato migliaia di potenziali tifosi dallo stadio. Il Brescia Calcio non è il giocattolo di Corioni, è un patrimonio della città e dei bresciani».

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50+1: l’anima del calcio tedesco difesa da club e tifosi

Posted by thepeoplesgame su 9 dicembre 2009

I tifosi tedeschi continuano la loro difesa della regola del 50+1, la norma sulla quale si fonda la cultura del calcio e del tifo nella loro nazione.  I club tedeschi, a differenza di quelli italiani o inglesi, non sono società di capitali ma sono ancora strutturati come associazioni sportive (come i nostri club dilettantistici) che hanno conferito la gestione del calcio professionistico ad una società di capitali. La cui maggioranza, però, ovvero il 50%+1 delle quote, deve restare di proprietà del club/associazione, ovvero degli stessi tifosi. Un felice compromesso tra i valori tradizionali ed il moderno calcio-business.

Ogni tanto qualcuno, ed in particolare il presidente dell’Hannover, Martin Kind, cerca di intervenire per cancellare questa norma, accusata di bloccare gli investitori e quindi di precludere ai club tedeschi la lotta ad armi pari a livello europeo. Ma i tifosi (100.000 firme in una petizione per difendere la norma) e gli stessi club continuano a sostenere questo fondamentale aspetto che permette al calcio tedesco di mantenere la propria anima al riparo dagli eccessi della commercializzazione e dagli avventurieri di turno. E di salvagurdare i conti: anche grazie al 50+1 la Bundesliga è il campionato europeo con i migliori risultati economico-finanziari.

Colpisce la visione di medio lungo periodo dei tifosi tedeschi e la loro attenzione  per le vicende extrasportive: tante volte in Italia l’arrivo di un nuovo ricco proprietario è stato salutato con grande favore, pensano ai possibili immediati successi sul campo ma senza riflettere sui probabili scenari futuri, poi spesso verficatisi sotto forma di fallimenti e doppie o triple retrocessioni. 

La particolare, forte cultura del tifo in Germania si riflette sulle presenze allo stadio in termini sia quantitativi (la Bundesliga fa registrare una media di 7.000 spettatori più alta rispetto alla Premier League) che qualitativi (il pubblico è molto più eterogeneo perchè tutti possono permettersi il biglietto): il massimo cmpionato tedesco è quello che fa registrare più preseneze dal vivo in Europa.

Il fatto che in Germania i tifosi siano e vengano realmente considerati parte dei rispettivi club porta a strategie più efficaci che altrove per quanto riguarda sia la campagna abbonamenti (prezzi molto socntati rispetto al costo totale dei singoli biglietti) che i prezzi dei tagliandi per le partite, puttosto bassi e molto diversificati ad esempio per settori e fasce di età. Ovviamente, ne guadagna l’atmsfera, con gli stadi uasisempre gremiti. E lo sono perchè vi si può portare striscioni e bandiere, cantare, stare in piedi e perfino bere birra. Quanto di più diverso dai teatri in cui si è voluto trasformare gli stadi inglesi (perfetta la sintesi “sit down, shut up and open your wallet”), che sono il modello a cui si aspira, purtroppo, anche in Italia.

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Se ne parla ancora… e un po’ meglio

Posted by thepeoplesgame su 3 dicembre 2009

Corregge il tiro l’agenzia di news on line sporteconomy.it con questo pezzo firmato da Massimo Lucchese per il peridico cartaceo economy che prova a fare il punto sulla situazione dell’azionariato popolare nel calcio italiano.

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Un altro successo mediatico per l’A.S. Roma Trust

Posted by thepeoplesgame su 3 dicembre 2009

L’A.S. Roma Trust ha richiamato anche l’interesse de Il Sole 24 Ore, che è uscito ieri con articolo a riguardo capace di cogliere lo spirito del progetto: non tanto, o meglio non solo, la partecipazione azionaria nel club capitolino, cosa comunque fattibile visto che la Roma è quotata in borsa, a soprattutto un centro di interesse che sia rappresentativo della voce del popolo giallorosso e che riesca a porsi come interlocutore credibile per il club e le istituzioni. Una descrizione che, al di là della rettifica riportata qui sotto, coincide con la (bella) realtà dell’iniziativa, ed è fondamentale che se ne parli nel modo più appropriato.

Una nota di Walter Campanile, il promotore (ed instancabile motore) del progetto: “Ringraziamo il giornale per aver dato spazio al nostro progetto. A tal proposito vorrei sottolineare però che l’1% e la stima della 5/6 mila persone voleva essere un esempio per far capire attraverso dei numeri un primo passo. Pertanto, ad oggi, non vi è un obiettivo quantificabile in percentuale ed in termini di adesioni necessarie. Per il resto ringraziamo l’autrice dell’articolo perchè ha sintetizzato il fulcro del progetto. “

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Tifosi impegnati di tutto il mondo… correte!

Posted by thepeoplesgame su 1 dicembre 2009

Si allarga all’Europa ed al mondo la sfida podistica dei tifosi dell’FC United of Manchester (il club  fondato dai tifosi del ManUtd, che ne sono gli unici proprietari ) e del Torino, che dopo l’edizione 2009 di poche settimane fa sono già al lavoro per la minimaratona del prossimo anno, ampliando l’orizzonte e puntando a far conoscere ulteriormente l’importanza dei trust e delle organizzazioni assimilabili.
L’evento coinvolgerà i tifosi che già sono proprietari in tutto o in parte del loro club, e quelli che vogliono diventarlo o che comunque stanno cercando di essere rappresentati nel direttivo: organizzeranno, ciascuno nella propria città, una minimaratona di 5 km.
La metà dei proventi andrà ad un ente benefico a scelta di ciascun gruppo, l’altra metà invece finanzierà l’attività degli stessi tifosi con l’obiettivo di rafforzare la propria voce nelle vicende della propria società. La manifestazione è in programma per domenica 10 o domenica 17 ottobre 2010, o anche in un giorno compreso tra il 9 ed il 17 ottobre del prossimo anno, ovvero durante la settimana d’azione della rete FARE (Football Against Racism in Europe). 
Una minimaratona più o meno in contemporanea che unirà i tifosi inglesi, europei, di tutto il mondo.
Ha detto Antonia Hagemann, responsabile di Supporters Direct Europe: “La Minithon è un’ottima iniziativa per far sì che i tifosi impegnati nel cercare di essere coinvolti nelle decisioni dei loro club possano accrescere la loro notorietà tra la tifoseria nel senso più ampio del termine e all’interno della loro comunità. Possono far conoscere la loro attività e far sapere che non sono soli grazie al fatto che i tifosi dei supporters’ trust e quelli proprietari dei loro club correranno insieme in tutto il mondo.”
Davvero un’iniziativa molto interessante, da seguire, sperando che si riveli un grande successo!

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