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Fischi alla nazionale – di Stefano Faccendini

Posted by thepeoplesgame su 19 ottobre 2009

Al termine dell’ultima partita di qualificazione ai mondiali del 2010 dell’Italia, Marcello Lippi si e’ lasciato andare ad uno sfogo, nei confronti dei tifosi presenti al Tardini, da molti quotidiani considerato un tantino eccessivo. La colpa, secondo il CT, lo scarso attaccamento alla nazionale. In fin dei conti gli Azzurri sono campioni del mondo. La settimana scorsa si erano addirittura qualificati con una giornata di anticipo in un gruppo contenente potenze del calcio mondiale come Irlanda, Bulgaria, Georgia, Montenegro e, appunto, Cipro. Quindi dopo una simile impresa, considerando che con l’Irlanda sono usciti due pareggi, che la Georgia e’ stata piegata dall’agente segreto Kakha Kaladze e che la tanto esaltata vittoria contro la Bulgaria e’ stata ridimensionata dai quattro gol  da questa rimediati proprio contro Cipro, e visti i cambi alla formazione, era lecito, secondo lui, aspettarsi uno spettacolo del genere. Andare sotto di due reti in casa contro Cipro non poteva e non doveva spingere qualcuno a fischiare ne’ tantomeno ad invocare giocatori assenti. A quanto pare i cori che hanno dato fastidio non sono stati neanche troppo offensivi o pieni di insulti. Si e’ trattato semplicemente di un “andate a lavorare” e di suggerimento riguardante la convocazione di un attaccante della Sampdoria. Non sembrano peccati mortali. Se l’allenatore della nazionale si e’ reso conto, di nuovo, che l’unica speranza che gli e’ rimasta per l’estate prossima e’ quella di creare un clima da noi contro tutti, servito su un piatto d’argento nel 2006 dallo scandalo delle intercettazioni in cui lui e suo figlio rimasero coinvolti, non puo’ prendersela con chi, avendo pagato il biglietto, si sente in diritto di fischiare quando vede la squadra per cui “tiene” andare sotto contro un avversario nettamente inferiore. Che poi l’Italia abbia vinto conta poco, ha fatto il suo, niente di piu’, niente di meno. Ma su una cosa sento di dargli ragione. Inutile fare i distaccati, dichiarare che la squadra di club sia infinitamente piu’ importante della nazionale, che il calcio internazionale non riesce ad accendere le stesse passioni di quello che uno vive ogni settimana e poi, appena l’Italia supera gli ottavi di qualsiasi competizione, tutti sono pronti a gettarsi nelle fontane, a rispolverare i tricolori, a strombazzare con il clacson tutta la notte. Anche nel tifo ci vuole coerenza. Se un allenatore non piace, per l’essere stato coinvolto in passato in due dei maggiori scandali del calcio italiano (“moggiopoli” e doping), cosi’ come il suo capitano e diversi altri dei suoi convocati, l’opinione non puo’ cambiare in base ai risultati. Se l’Italia, o questa Italia, non genera grande passione, per qualsiasi motivo, dovrebbe essere cosi’ sempre. In questo Lippi ha ragione: questa squadra, se deve essere fischiata, deve essere fischiata sempre.

Stefano Faccendini

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