Come a Venezia, anche ad Ancona si riflette sullo scandalo scommesse che impazza in questi giorni e sul ruolo che la partecipazione attiva dei tifosi potrebbe avere in un mondo del calcio finalmente pulito.
La lingua batte sempre dove duole il dente…
E cosi riparte il circo del calcio malato, del calcio inquinato, del calcio a rischio fallimento, e per non farci mancare niente dell ennesimo “scandalo” sulle scommesse con annesse compravendita di partite e cotillion. Se ne sentiva la mancanza? NO. Si poteva evitare ? La risposta è sempre la stessa, NO.
La realtà e ben nota e davanti agli occhi di tutti, il calcio non fa altro che rispecchiare le modalità e gli sviluppi della società che ne è spettatrice pagante e consumatrice distratta, vorticosi giri di danaro, tante chiacchiere, il risultato ad ogni costo, e forse poi alla fine lo sport, perchè non bisogna “mai” dimenticare il “valore” dello sport.
A supporto di questo “sistema perfetto” sempre gli stessi attori a rigirarsi nelle posizioni di vertice e responsabilità da circa 30 anni, profondi conoscitori del calcio, ma sempre all’ oscuro di tutto finchè non scoppia lo scandalo di turno, pronti come il presidente Abete oggi a SKY 24 a dichiarare che altri scandali seguiranno a questo.
Bene almeno adesso lo sappiamo e siamo più tranquilli e soddisfatti.
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