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La democrazia dei tifosi

Pubblicato da thepeoplesgame su 8 aprile 2010

Approfitto di un bell’articolo (che si occupa anche del Wimbledon) uscito su pitchinvasion.net per affrontare alcuni pregiudizi o fraintendimenti rispetto alla fan ownership e al movimento dei trust che, se non sono già stati tirati fuori anche in Italia,  sicuramente lo saranno presto. Ci sarà di certo qualcuno che metterà in dubbio la capacità dei tifosi di organizzarsi in maniera democratica ed il funzionamento di questa “democrazia dei tifosi”.

La dimostrazione di scettiscismo, in parte una provocazione, è riassunta nella domanda: “La prossima volta che sei alla partita, guarda il tipo vicino a te e chiediti semplicemente: vorrei che lui parlasse per mio conto?” Esemplare, quanto semplice, la risposta dell’autore dell’articolo: “Beh,  no, così come non vorrei che la persona casualmente seduta accanto a me in bus gestisca la mia amministrazione locale. Vorrei sentire i loro programmi, votare per loro ed altri candidati in una regolare elezione basata sul principio una testa un voto.”

Del resto, non è diverso da una qualsiasi altra democrazia rappresentativa. Non si tratta di prendere un tifoso a caso e metterlo alla guida del club. Si tratta di aprire le porte a chiunque voglia far parte dell’organizzazione, e di prendere le decisioni in modo democratico e trasparente, sia a livello morale che finanziario. Certo, nel calcio più che mai ognuno vede le cose a suo modo ed ha una sua idea di come dovrebbero essere gestite. Ma il movimento dei trust sta dimostrando che i tifosi non sono stupidi ed ignoranti come è comodo pensare e far pensare, che sono persone capaci di superare le differenze per il bene del club e di lavorare insieme per la sua crescita sostenibile. Possono far parte di gruppi diversi, occupare settori dello stadio diversi, mantenere idee diverse, ma prima di tutto i tifosi sono una comunità che ha a cuore i propri colori ed il futuro del proprio club.

Così si conclude l’articolo su pitchinvasion:

“Il fatto è che c’è sempre una possiiblità che il tuo club sia gestito da un completo idiota; a parte che almeno l’ultimo completo idiora poteva permettersi di comprare un centravanti. Il punto, però, è che, sì, un completo idiota potrebbe essere eletto nel direttivo di un club gestito dai tifosi. Il bello è che sarebbe stato eletto dai tifosi sulla base del principio una testa un voto, e tutti, se volevano, potevano candidarsi anche loro alle elezioni.  Se i tifosi non hanno una voce all’interno del club, sono destinati a vederlo gestito da un idiota  fino a quando vuole lui.”

Direi che fa una certa differenza.

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